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2 giugno, Mattarella: “Ricercare la pace evitando baratti insidioisi”

Il Capo dello Stato: "Il 2 giugno del 1946, l’Italia sceglieva la Repubblica. Quel voto rappresentò per gli italiani una chiamata alla responsabilità"

Pubblicato:01-06-2024 19:44
Ultimo aggiornamento:02-06-2024 09:50

Mattarella 2 giugno
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ROMA – “Insieme ai presidenti degli organi costituzionali d’Italia rivolgo un saluto, in questa occasione di festa per la nostra Repubblica, agli Ambasciatori accreditati a Roma. L’amicizia dei vostri Paesi ha accompagnato in questi decenni e la vostra presenza esprime la saldezza dei legami che ci uniscono. Ringrazio l’orchestra della Rai, il direttore Michele Gamba e il violoncellista Ettore Pagano, con i complimenti per il brillante avvio della sua carriera. Siamo grati per il momento d’arte che ci offriranno e che seguiremo insieme ai tanti che lo faranno tramite tv e rete e a cui invio un saluto particolarmente cordiale”. Lo dice il capo dello Stato Sergio Mattarella nel discorso dopo il concerto al Quirinale in onore del Corpo diplomatico accreditato presso lo Stato italiano in occasione della Festa della Repubblica.

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MATTARELLA: VOTO DEL ’46 AVVIÒ VITA DEMOCRATICA

Mattarella ha ricordato che “il 2 giugno del 1946, l’Italia sceglieva la Repubblica. Quel voto – all’avvio della vita democratica – rappresentò per gli italiani una chiamata alla responsabilità. In quegli anni di speranze diffuse, le aspirazioni al benessere e al miglioramento della condizione personale, procedevano insieme alle conquiste democratiche e sociali”.


MATTARELLA: TEMPI STRAORDINARI, IMPEGNARSI PER PACE

“La congiuntura internazionale propone nuovamente oggi tempi straordinari. Avvertiamo – oggi a livello mondiale – l’esigenza di impegnarsi per la pace, di perseguire insieme ovunque libertà e sviluppo, democrazia e diffusione del benessere, maturazione civile, crescita economica e dei diritti: questa ci appare, nella comunità internazionale, la grande sfida, l’orizzonte che abbiamo di fronte”, ha spiegato.

MATTARELLA: RIFIUTARE BARATTI INSIDIOSI, NO ORDINE CON LA PAURA

Per il presidente della Repubblica “occorre affrontare le sfide internazionali contemporanee e la ricerca della pace nei contesti di guerra, rifiutando con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi in cambio di sottomissione, ordine attraverso paura e repressione prosperità economica in cambio di sudditanza”.

MATTARELLA: SPAVENTOSA VIOLENZA, NUMERO VITTIME SCONVOLGENTE

“In Medio Oriente, dove, a seguito della brutale ed efferata aggressione terroristica ad opera di Hamas, con l’assassinio di tante persone innocenti, la spirale di reazioni, di spaventosa violenza che ne è scaturita, crea immani sofferenze e un numero sconvolgente di vittime tra la popolazione civile palestinese, devastazioni nei territori coinvolti, disseminazione di odio per il prossimo futuro, insicurezza per tutti in quella fondamentale regione”, ha detto. “Occorre avviare subito un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile, con il pieno e reciproco riconoscimento dei due Stati di Israele e di Palestina, necessariamente in tempi ravvicinati affinché sia realmente possibile”. “Nell’immediato, ribadiamo l’imperativo di dare piena attuazione a quanto richiesto dal Consiglio di Sicurezza per il cessate il fuoco” in Medio Oriente, “l’accesso umanitario incondizionato alla popolazione di Gaza e la liberazione degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre”.

UCRAINA. MATTARELLA: RUSSIA HA RIPORTATO GUERRA IN EUROPA

“Con l’invasione dell’Ucraina – un Paese indipendente e sovrano – la Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e scavato nuovamente un solco tra i paesi del continente che sognavamo in pace e collaborazione, liberi e democratici da Lisbona a Vladivostok”, ha detto il presidente. “La Federazione Russa- prosegue Mattarella- ha demolito l’architettura di sicurezza che ha garantito pace e stabilità al continente europeo per lunghi decenni, sin dagli Accordi di Helsinki della metà degli anni settanta; e ha lanciato una nuova, angosciosa, corsa agli armamenti. Si tratta di un comportamento tanto più grave in quanto posto in essere da uno dei Paesi su cui ricadono maggiori responsabilità nella comunità internazionale, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza”.

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