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Centenario del Milite Ignoto, Guerini: “La divisa rappresenta la Costituzione e rassicura”

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Mieli: "Figliuolo è diventato un vero personaggio simbolo"
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ROMA – “La divisa dei nostri militari è simbolo del giuramento fatto alla Costituzione e rassicura gli italiani. Nella pandemia le Forze Armate sono state accanto ai cittadini. Nelle mie visite agli hub vaccinali, ma non solo, ho sentito il riconoscimento grande da parte dei cittadini. Dall’impegno nella logistica e nelle azioni sanitarie, fino a portare il cibo o la pensione agli italiani in lockdown. Le Forze Armate hanno portato il senso della comunità“. È il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, intervenuto alla cerimonia di questa mattina, in diretta streaming sui canali social della Difesa, per l’apertura delle celebrazioni del centenario del Milite Ignoto che culminerà il 4 novembre 2021, a ribadire l’impegno delle Forze Armate nell’anno dell’emergenza sanitaria.

Una “prospettiva” per vivere il centenario del Milite Ignoto “senza retorica, legato alle condizioni attuali e come momento di identificazione collettiva per il Paese, perché abbiamo bisogno di rimettere insieme le comunità dopo l’emergenza sanitaria da cui vogliamo uscire”, ha ribadito. “Prontezza, competenza, logistica, generosità e dedizione” le parole chiave con cui il ministro ha voluto descrivere l’impegno dei militari nel contrasto al Covid19. “Il valore di questa ricorrenza è unificante per il nostro Paese, esattamente come accadde cento anni fa. Dobbiamo viverla- ha detto ancora- aggiornandola alle condizioni attuali. È il momento in cui il Paese si ritrova intorno a un momento unificante della propria storia, necessario ancor di più pensando all’anno alle nostre spalle e ai mesi che abbiamo di fronte”.

 Guerini non ha mancato di rivolgere parole di gratitudine per l’impegno dei nostri militari nei teatri operativi. “Mi recherò a breve in Afghanistan- ha annunciato- dove è stato avviato il rientro dopo un impegno ventennale. È importante incontrare i militari in quella realtà, riconoscerne il valore della competenza e professionalità coniugate all’ empatia con le comunità dove operano. Quando Giuseppe Conte annunciava le sue dimissioni e saliva al Colle io ero a fare l’alzabandiera ad Herat- ha ricordato con emozione- Terminare quel mio mandato ha avuto un significato particolare, qualunque ministro della Difesa vorrebbe concludere cosi”.

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Hanno preso parte alla cerimonia, moderata dal giornalista RAI Alberto Matano, anche gli attori Sonia Bergamasco, Cesare Bocci e Alessio Vassallo e la pronipote di Maria Bergamas: la madre simbolo che scelse tra le bare dei caduti il Milite Ignoto. Paolo Mieli nel ricordare le celebrazioni di cento anni fa e “il milione di italiani che accompagnarono quel viaggio come momento di svolta e unità del Paese” per la tumulazione del Milite Ignoto, ha rivolto un pensiero alla necessità di ricostruire il Paese dopo la pandemia: “Il Generale Figliuolo, e prendo lui per dire tutte le Forze Armate- ha dichiarato Mieli- è diventato il vero personaggio simbolo. L’ entrata in campo delle Forze Armate sull’emergenza sanitaria ha portato a vincere una guerra mondiale. Il 4 novembre saremo qui e potremo festeggiare se saremo stati all’altezza di quello che Figliuolo e i militari hanno fatto per il Paese”. “Non era un’Italia semplice quella del 1921”, ha sottolineato Mieli ricordando anche il genio di Douhet “inventore dell’Aeronautica usata in battaglia, uomo di carattere e genio che ipotizzò questa cerimonia”. “L’augurio è che questo cammino del Milite Ignoto sia condiviso da tanti italiani. Allora un milione di italiani accompagnarono quel viaggio e l’augurio- ha concluso il ministro della Difesa- è che molti possano partecipare: è un momento della nostra storia e della comunità nazionale”.

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