‘Antifa’ terroristi, decisione senza precedenti. E i suprematisti bianchi si infiltrano nelle proteste

Per il procuratore Barr è 'terrorismo nazionale', ma il primo emendamento ha sempre vietato di applicare questa definizione a gruppi domestici
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MILANO – Le proteste innescate dall’omicidio di George Floyd continuano a sconvolgere gli Stati Uniti. Intanto, il presidente Trump ha individuato quelli che, a suo avviso, sono i responsabili degli scontri: il movimento ‘Antifa’, una rete di organizzazioni anarco comuniste attiva dal 2016 per la difesa dei diritti delle minoranze.

L’inquilino della Casa Bianca, in un tweet, ha annunciato la volontà di inserire questo gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una scelta che sarebbe senza precedenti e, secondo molti osservatori, in netto contrasto con il primo emendamento della Costituzione americana che garantisce la libertà di pensiero. Fino ad oggi, infatti, negli Usa nessuna organizzazione interna è stata mai definita come ‘terroristica’.

Intanto, la polizia del Minnesota lancia un allarme che contrasta con la ricostruzione di Trump: oltre ai gruppi ‘Antifa’, tra i manifestanti sarebbero presenti anche gruppi di estrema destra che avrebbero lo scopo di far dilagare la violenza.

IL PROCURATORE BARR: IL MOVIMENTO ANTIFA COME IL TERRORISMO

“Le violenze provocate e portate avanti dai movimenti Antifa e da gruppi affini e’ da considerarsi terrorismo a livello nazionale, e verra’ trattato in modo conseguente”. Cosi’ il procuratore generale degli Stati Uniti, William P. Barr, sugli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in corso in numerose citta’ americane.

Barr ha riferito che la giustizia federale sta lavorando in collaborazione con le 56 Joint task force regionali anti terrorismo (Jttf) del Federal bureau investigation (Fbi), per identificare “i criminali organizzatori e istigatori dei disordini”.

Il procuratore ha detto poi che l’intervento dei militari della Guardia Nazionale e’ riuscito a ristabilire l’ordine in Minnesota, e che quindi verra’ nuovamente disposto, se necessario.

Secondo Barr, che ha anche auspicato la nascita di finestre di dialogo tra le comunita’ coinvolte e le forze dell’ordine, “le voci delle proteste pacifiche e legittime sono state dirottate da elementi radicali e violenti” che stanno “sfruttando la situazione per portare avanti il loro programma, violento, separatista ed estremista”.

‘ANTIFA’ TERRORISTI? UNA DECISIONE SENZA PRECEDENTI

In passato, quando si è trattato di giudicare le azioni di gruppi di estrema destra, i giudici americani hanno sempre respinto la possibilità di perseguire tutti i gruppi interni come ‘terroristi’. Sulla base del primo emendamento, che garantisce la libertà di pensiero, le azioni violente messe in campo da questi gruppi sono sempre state giudicate come ‘associazione a delinquere’.

“Se Trump riuscisse a designare l’Antifa come organizzazione terroristica- scrive l’editorialista della Cnn Peter Berger- aprirebbe le porte ad una situazione in cui tutti i cittadini americani potrebbero essere accusati solamente sulla base delle proprie idee“.

“Questa scelta- continua- farebbe sorgere anche la domanda del perché organizzazioni di estrema destra non vengano giudicate allo stesso modo dall’amministrazione Trump, dal momento che queste hanno ucciso molti più americani delle organizzazioni di estrema sinistra”.

LO SPETTRO DEI SUPREMATISTI BIANCHI

Ma a complicare la situazione arrivano le parole di Paul Schnell, commissario di polizia del Minnesota. In una dichiarazione rilasciata domenica alla stampa, Schnell ha affermato che le forze di sicurezza ritengono sia in corso un’opera di infiltrazione di gruppi di suprematisti bianchi all’interno delle manifestazioni nelle città di Minneapolis e St. Paul. Lo scopo di questa azione, secondo l’ufficiale di polizia, sarebbe quello di rendere violente le manifestazioni.

“Sono degli agitatori”, ha detto Schnell, aggiungendo che le autorità “stanno provando a individuare questi gruppi per isolarli e non permettergli di incitare il caos”.

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1 Giugno 2020
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