Usa, Washington se la prende con lo Zimbabwe: ‘Gode del caos’

Gli Usa accusano alcuni paesi stranieri di trarre vantaggio dalle manifestazioni innescate dall'omicidio di George Floyd
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il governo dello Zimbabwe ha convocato l’ambasciatore americano in segno di protesta per dichiarazioni rilasciate a Washington dal consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien su un ruolo di Harare nell’alimentare disordini e “caos” negli Stati Uniti.

In un’intervista con l’emittente Abc il dirigente aveva parlato di “avversari” degli Stati Uniti che avrebbero tratto vantaggio dalle manifestazioni innescate dall’uccisione del cittadino afroamericano George Floyd dopo il suo arresto a Minneapolis. Tra i Paesi indicati come ostili la Cina e lo Zimbabwe.

Nick Mangwana, dirigente del governo di Harare responsabile per l’Informazione, ha sottolineato che “lo Zimbabwe non si considera un avversario” degli Stati Uniti. “Preferiamo avere amici e alleati – ha aggiunto in un messaggio diffuso sui social network – piuttosto che inutili ostilita’ con altri Paesi, Stati Uniti compresi”.

Dal 2002 il governo di Harare e’ colpito da sanzioni americane. Washington ha parallelamente piu’ volte denunciato una crescente influenza di Pechino sulla politica dello Zimbabwe. Il mese scorso, d’altra parte, gli Stati Uniti hanno rimosso due banche di Harare dalla lista degli enti sottoposti alle sanzioni.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»