di Salvo Cataldo e Vittorio Di Mambro Rossetti
PALERMO – Nuova tragedia dell’immigrazione nel Mediterraneo, dove la guardia costiera nella notte ha soccorso un barcone carico di migranti partito dal nord della Libia. A bordo c’erano una decina di corpi: letale il freddo. Gli altri migranti sono stati caricati sulla motovedetta e alcuni di questi ultimi sono morti durante il trasporto a Lampedusa. Il bilancio complessivo è di 19 persone morte su 77 partite dalla Libia.
Gli altri migranti sono stati trasportati a Lampedusa: cinque di questi, tra cui un bambino, si trovano in condizioni molto serie per ipotermia al Poliambulatorio dell’isola.
AVS: NUOVO ORRORE NEL MEDITERRANEO, SILENZIO DI PIANTEDOSI RASENTA COMPLICITÀ
“Persone che scappano dall’orrore della guerra e incontrano l’orrore dell’indifferenza. Nel Mediterraneo, a Lampedusa, si contano diciannove morti e 58 superstiti, fra cui due bambini in gravi condizioni, altri diciannove nell’Egeo, non si sa ancora quanti dispersi al confine fra Bosnia e Croazia. La contabilità delle morti in mare è scioccante, mentre il silenzio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che non sa esprimere neanche il cordoglio, ci indigna perché rasenta la complicità”. Così il vice capogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi.
PD ARS: ENNESIMA STRAGE MA GOVERNO HA ‘SILENZIATO’ IL TEMA
“Altre vittime innocenti, ancora un dramma nel mare di Lampedusa. Nell’indifferenza del governo Meloni che, dopo aver cavalcato cinicamente la ‘paura dei migranti’ per l’intera campagna elettorale, dal giorno dell’insediamento ha pensato di risolvere il problema non parlandone più e abbandonando il controllo del Mediterraneo”. Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, dopo la notizia dell’ennesima strage di migranti al largo di Lampedusa.
“Oggi sul molo Favaloro arrivano altri cadaveri – aggiunge Catanzaro – e non sono ‘numeri’, sono vite umane spezzate per sempre. Il tema delle migrazioni è serio e va affrontato seriamente, non certo con la bieca e spudorata propaganda della destra. Averlo ‘silenziato’ ha solo aggravato la situazione. Il Mediterraneo è un mare senza controllo – conclude il capogruppo Pd all’Ars – e i suoi fondali si stanno trasformando in un cimitero di esseri umani e di imbarcazioni alla deriva”.
M5S ARS: PROFONDO DOLORE, ORA SI DEVE CAMBIARE LINEA
“Esprimiamo dolore profondo e sincero per l’ennesima tragedia avvenuta al largo di Lampedusa. Davanti a queste vite spezzate, ogni parola rischia di essere insufficiente. Ma il silenzio sarebbe ancora più colpevole”. Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca.
“Non possiamo limitarci alla compassione – dice De Luca -, queste morti interrogano direttamente la politica. E chiamano in causa le responsabilità di chi oggi ci governa. Il governo guidato da Giorgia Meloni continua a inseguire una propaganda fatta di slogan e misure inefficaci, mentre nel Mediterraneo si continua a morire. Non siamo di fronte a fatalità inevitabili. Quando si preferisce la linea dura alla gestione razionale, il rischio è che queste tragedie si ripetano. Serve un cambio di rotta immediato: servono politiche serie, coordinate a livello europeo. Continuare così significa accettare che il Mediterraneo resti un cimitero”.
MEDITERRANEA: ENNESIMA STRAGE, APRIRE CANALI UMANITARI
“Siamo vicini al dolore dei superstiti, dei familiari e degli amici, per la perdita della vita di queste donne, uomini e bambini”. Lo afferma Mediterranea saving humans in merito all’ennesima strage di migranti nel Mediterraneo.
“Non conosciamo l’esatta dinamica dei fatti, ma di certo queste continue stragi in mare mostrano il fallimento delle politiche italiane ed europee, tutte rivolte ai respingimenti e alle deportazioni, al finanziamento di milizie come quelle libiche, e il risultato finale sono centinaia di morti innocenti settimana dopo settimana – si legge in una nota di Mediterranea -. Quelli che non muoiono in mare, muoiono di torture o deportazioni in Libia e Tunisia. È questa la realtà tremenda, inaccettabile, e dipende dalle scelte politiche di chi governa, non dal mare. Finché non saranno aperti canali umanitari, sicuri e legali per entrare in Europa, le persone continueranno a mettersi in mare in ogni condizione per fuggire dalla Libia. E per tutte queste persone chiediamo un’accoglienza dignitosa, riconoscimento e giustizia”.
MEDICI SENZA FRONTIERE: ALTRA TRAGEDIA CHE SI POTEVA EVITARE
“Un’altra tragedia nel Mediterraneo centrale che si poteva evitare”. Medici senza frontiere commenta così su X i 19 morti nel Mediterraneo i cui corpi sono stati recuperati dalla guardia costiera. “Probabilmente sono morti per ipotermia e a causa della politica di deterrenza europea, dell’ostruzionismo dei soccorsi e della mancanza di rotte sicure”, aggiunge la ong.







