Vaccino e Paesi poveri: “Vanno cedute le licenze, come ha fatto AstraZeneca”

vaccino astrazeneca
La proposta arriva dalla direttrice generale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto), l'economista nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala. A fine febbraio oltre 100 Paesi del mondo, tutti a medio o basso reddito, non avevano ancora ricevuto una singola dose di vaccino
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ROMA – Le multinazionali farmaceutiche che stanno producendo i vaccini contro il Covid-19 devono fare tutto il possibile per garantirne l’accesso ai Paesi più svantaggiati, compreso pensare a cedere volontariamente le licenze: lo ha detto la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto), l’economista nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala.
Nel corso di un intervista con l’emittente britannica Bbc, il capo del Wto ha definito “inaccettabile” che i Paesi più poveri vengano “lasciati al fondo della fila” per i vaccini e ha detto che concedere le licenze volontariamente può “salvare molte vite”.

Okonjo-Iweala ha esortato le multinazionali della farmaceutica a seguire l’esempio della società anglo-svedese Astrazeneca, produttrice di uno dei sieri al momento in distribuzione nel mondo, che ha concesso i diritti per la realizzazione del vaccino al Serum Institute, un’azienda indiana. “Novovax e Johnson & Johnson dovrebbero seguire questa strada” ha aggiunto la direttrice, sottolineando che “ci sono capacità nei Paesi in via di sviluppo che non sono state usate fino ad adesso”.


Le parole di Okonjo-Iweala hanno seguito di circa 20 giorni dal mancato raggiungimento di un accordo sulla deroga alla produzione dei vaccini proposta da India e Sudafrica nell’ambito del Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (Trips) dell’Omc. Una scelta, questa, giunta anche per il voto contrario di diversi Paesi ad alto reddito, tra i quali l’Italia. A fine febbraio oltre 100 Paesi del mondo, tutti a medio o basso reddito, non avevano ancora ricevuto una singola dose di vaccino.

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