Roma, mobilitazioni per chiedere più investimenti su ambiente e istruzione

Lo striscione di Link, Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza
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ROMA – ‘Giovani, istruzione e ambiente al centro del Recovery Fund? Buon pesce d’aprile!‘ Questo il messaggio sullo striscione calato questa mattina a Roma dagli attivisti di Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti e Link per denunciare le mancanze del governo. Oggi in tutta Italia gli studenti si attiveranno per richiedere risposte reali per l’uscita dalla crisi.

“Il governo continua a dichiarare che i giovani saranno una priorità, ma la verità è ben diversa: nelle bozze di PNRR non c’è nessuna risposta reale per la nostra generazione e le ricette proposte ricalcano gli errori del passato- dichiara Arianna Petrosino, della Rete della Conoscenza- Un giovane su quattro non studia e non lavora, ma le soluzioni non possono essere il sistema duale e l’asservimento della formazione alle esigenze del mercato come proposto dal governo. Servono politiche di contrasto alla precarietà e allo sfruttamento, e sono sempre più urgenti un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato nel pubblico e l’abolizione definitiva dei tirocini gratuiti”.

Anche su scuola e università gli studenti ritengono del tutto insufficienti le misure proposte dal governo. “Continua ad essere assente una visione di scuola. Ad essere promosso è un modello in cui è l’istruzione a doversi adeguare al mercato per sanare lo skill mismatch, nell’ottica quindi di rendere i luoghi della formazione spazi di passiva riproduzione delle dinamiche di mercato- dichiara Luca Redolfi dell’Unione degli Studenti– Per rilanciare la scuola dopo la pandemia serve una legge nazionale sul diritto allo studio, stanziamenti ben più ingenti di quelli previsti sull’edilizia scolastica e il pieno coinvolgimento di noi studenti e studentesse nelle decisioni che riguardano le scuole che viviamo ogni giorno, cosa che non sta succedendo, come dimostra la scelta di confermare la possibilità di bocciatura anche in DAD”, conclude Redolfi.

Lorenzo Morandi, di Link Coordinamento Universitario, continua: “Per rilanciare l’università dopo la pandemia occorre renderla completamente accessibile, azzerando le tasse universitarie, aumentando la platea di studenti che accede alle borse di studio, aumentando le residenze universitarie e istituendo un contributo affitto per chi sta in appartamenti privati. Non è sufficiente l’ampliamento della no tax area previsto dal governo. Nell’università dopo la pandemia non devono più esistere barriere economiche che impediscano agli studenti di proseguire serenamente il proprio percorso, oltre ad attuare politiche di reclutamento di docenti e personale che consentano di superare il sistema di numero chiuso”. “Il PNRR potrebbe essere l’occasione per un cambio di rotta sul lavoro, sull’istruzione, sull’ambiente. Com’è possibile allora che si continui a parlare di nuovi inceneritori? I giovani di tutto il pianeta da anni scendono in piazza rivendicando un radicale cambio di sistema, ma la politica sta perdendo l’ennesima occasione per ascoltarci” concludono gli studenti.

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