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ROMA – “Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole autentico e responsabile”. Lo ha detto Papa Leone XIV al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, commentando i nuovi sviluppi a seguito dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran.
“Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile“, ha ribadito il pontefice. E ha auspicato “che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace”.
“POPOLI FERITI, PREVALGA CONCORDIA IN TUTTI I CONFLITTI DEL MONDO”
“In questi giorni- ha aggiunto- arrivano inoltre notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan. Elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo”. E ancora un’altra invocazione per la pace: “Preghiamo insieme affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo. Solo la pace, dono di Dio può sanare le ferite tra i popoli”.
Infine, il papa ha espresso vicinanza “alle popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais colpite da violente inondazioni. Prego per le vittime, per le famiglie che hanno perso la casa e per quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso”.
“AD APRILE SARÒ IN CAMERUN, AVRÒ GIOIA DI VISITARE IL PAESE”
Papa Leone ha, poi, annunciato un nuovo viaggio apostolico in Camerun: “Saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi. In particolare il gruppo di cameunesi che vivono a Roma, accompagnati dal presidente della Conferenza episcopale di quel Paese che, a Dio piacendo, avrò la gioia di visitare nel mese di aprile“.







