ROMA – Tra le conseguenze dell’escalation militare tra Israele, Stati Uniti e Iran cresce la preoccupazione per i militari italiani presenti nelle aree coinvolte dal conflitto. In particolare, sarebbe finita nel raggio d’azione della controffensiva iraniana la base di Al Salem, in Kuwait, dove sono dislocati circa 300 connazionali. A rassicurare sulle loro condizioni è stato già ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che durante un punto stampa alla Farnesina ha precisato che i militari italiani risultano “tutti incolumi”.
La base di Al Salem, in Kuwait, però sarebbe malconcia: i missili – a quanto apprende la Dire da fonti locali – avrebbero centrato alloggi e parchi macchina. Una cinquantina delle strutture sarebbero state rase al suolo: salvi e in buone condizioni i nostri militari, ora al sicuro nei bunker, ma alcuni hanno perso tutto ciò che avevano nelle loro camere e si sono messi al riparo con la sola uniforme addosso.
Secondo fonti sindacali, raggiunte dall’agenzia Dire, sarebbe necessario organizzare il rimpatrio dei militari italiani.







