Un anno e mezzo fa lo sgombero dell’ex Telecom a Bologna, chi resta e chi va

Alla fine del 2015 vivevano nel residence 59 famiglie, oggi sono 77
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BOLOGNA – A quasi un anno e mezzo dallo sgombero dell’ex Telecom e dall’apertura del Galaxy, com’è la situazione nell’ex residence di via Fantin a Bologna? Ad oggi sono 77 le famiglie che vivono nella struttura e dall’ottobre 2015 sono 12 i nuclei che hanno lasciato il Galaxy. Rispetto a un anno fa, poi, è cambiato anche il servizio di portierato. All’inizio era 24 ore su 24, mentre adesso è h24 solo il sabato, la domenica e i festivi, mentre nei giorni feriali è ridotto dalle 18 alle 9 (sono cinque le persone impiegate). Nelle mattinate durante la settimana, la portineria è coperta dagli educatori della struttura, che si dedicano ad attività di back office e di raccordo coi servizi sociali mentre i minori sono a scuola e gli adulti al lavoro. Il pomeriggio invece è coperto da tre studenti che, in cambio di un posto letto al Galaxy, aiutano gli educatori nella gestione della portineria e si attivano per eventuali urgenze. A fare il punto della situazione sono gli uffici del Comune di Bologna, in risposta a un’interrogazione della leghista Lucia Borgonzoni.

Dall’ottobre 2015, quando la struttura venne aperta per alloggiare le prime famiglie, il Galaxy è costato oltre 718.500 tra costi di gestione in appalto (356.000 euro), utenze (circa 189.000 euro), manutenzioni (49.000 euro), personale di supporto dell’Asp e acquisto di beni di prima accoglienza, lavatrici e spese telefoniche (123.500 euro). Rispetto ai 59 nuclei inizialmente inseriti a fine 2015, al momento sono 77 le famiglie ospitate al Galaxy (capienza massima). Di queste, tre hanno ricevuto la lettera di dimissione, ma sono ancora nella struttura.

Dall’apertura a oggi, invece sono 12 i nuclei che hanno lasciato l’ex residence: due famiglie sono andate all’estero; due hanno trovato un alloggio grazie alla rete di connazionali; due trasferiti alla struttura di transizione Gandhi di via Campo. Tra gli altri nuclei che hanno traslocato dal Galaxy, c’è chi ha ottenuto un alloggio Acer, chi un alloggio protetto, chi ha trovato un appartamento a libero mercato e chi invece è stato spostato in un centro di accoglienza mentre il figlio minorenne è stato ospitato in comunità.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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