Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Fosse comuni in Burundi, i presunti colpevoli respingono le accuse

Gli arrestati sostengono di essere stati picchiati dalle forze di Polizia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

fossa comune burundi

ROMA – In riferimento alla scoperta di una fossa comune e di tre cadaveri da parte delle autorita’ di Bujumbura di ieri, il gruppo di giornalisti indipendenti Sos medias Burundi denuncia sul social network Facebook che, contrariamente a quanto riferito dalle autorita’, i presunti colpevoli respingono tutte le accuse.

Secondo Sos medias sono due gli arrestati. Il sindaco della citta’, Freddy Mbonimpa, ha detto ai media che uno dei due avrebbe confessato l’omicidio e fornito dettagli sul movente della strage (almeno altri 30 corpi sarebbero seppelliti nella fossa), ma Sos medias riferisce che il giovane – di nome Epitace – rifiuta tutte le accuse e si proclama innocente: “io sono un contadino, quei campi mi appartengono. Non so niente, e’ una manipolazione” ha detto l’uomo a uno dei giornalisti accorso alla conferenza stampa allestita sul luogo del ritrovamento dei cadaveri.

Il gruppo di giornalisti sostiene poi che l’uomo in questione aveva il volto tumefatto dalle percosse ricevute dalla polizia. “Io ero al mercato di Kinama- ha raccontato invece un secondo arrestato- e i poliziotti sono venuti a prendermi laggiu’. Mi hanno legato e fatto salire su un pick-up. Ma io non ho mai partecipato a un’azione del genere”.

Quest’ultimo invece – che abita nei pressi del terreno in cui sono stati rinvenuti i corpi – secondo i cronisti riporta sulle braccia i segni delle corde. Entrambi quindi – concludono i giornalisti sulla loro pagina Fcebook – affermano che le accuse mosse contro di loro sarebbero state prodotte dalle forze di sicurezza. Ieri le autorita’ di Bujumbura hanno ritrovato una fossa comune in un quartiere della capitale noto per le sue attivita’ di opposizione al terzo mandato del capo di Stato Pierre Nkurunziza, vietato dalla Costituzione e all’origine dei dieci mesi di crisi che stanno sconvolgendo il Paese, al punto che l’Onu ha predisposto l’invio di una delegazione di esperti per indagare sulle presunte violenze commesse contro i civili. Ieri in conferenza stampa, Mbonimpa ha accusato l’opposizione di aver ucciso i sostenitori di Nkurunziza, poi nascosti nella fossa. Al tempo stesso- afferma Sos medias- ha ammesso che le autorita’ hanno seppellito in due diversi cimiteri 58 corpi della strage dell’11 dicembre, quando la dura repressione di un’insurrezione popolare ha colpito diversi quartieri della capitale. Mbonimpa ha quindi invitato i familiari di congiunti scomparsi in quel giorno a contattarlo per l’identificazione.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»