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Cospito dal carcere di Opera: “Voglio vivere”, un consigliere lombardo lo va a trovare

Il consigliere lombardo Michele Usuelli è andato a trovare Alfredo Cospito nel carcere di Opera e dice: "È lucido, ha detto che vuole vivere"

Pubblicato:01-02-2023 19:39
Ultimo aggiornamento:02-02-2023 13:38

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BOLOGNA – Oggi l’anarchico Alfredo Cospito ha ricevuto in carcere la visita di un consigliere regionale, Michele Usuelli di +Europa/Radicali Italiani. “Voglio vivere“, è stato il messaggio che l’anarchico ha fatto avere al consigliere, che domani terrà una conferenza stampa per riferire più nel dettaglio il contenuto dell’incontro.  Secondo Usuelli, Cospito “è apparso molto lucido, e sente sua la responsabilità della sua iniziativa per l’umanizzazione del 41 bis, pur comprendendo la necessità di impedire la comunicazione tra quei detenuti e il mondo esterno”.

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LA SITUAZIONE DI COSPITO

Cospito, in sciopero della fame dal 20 ottobre contro il regime del 41 bis (il carcere duro) a cui è sottoposto da maggio 2022, ha già perso 45 chilogrammi e da un paio di giorni ha deciso di sospendere anche gli integratori che fino a oggi aveva preso pur continuando il digiuno. Le sue condizioni di salute sono molto preoccupanti, è molto debilitato, si muove sempre più spesso in sedia a rotelle e avrebbe problemi di mantenimento della temperatura corporea. La scorsa settimana aveva fatto sapere che non avrebbe posto fine allo sciopero della fame in alcun modo, e che se avessero voluto sottoporlo a Tso o ad alimentazione forzata, avrebbero potuto farlo solo legandolo al letto. Il trasferimento nel carcere di Milano Opera è stata una decisione presa proprio in virtù delle condizioni di salute dell’anarchico, dal momento che nel carcere di Sassari dove si trovava prima non era presente un centro medico.

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LA VISITA DI USUELLI NEL CARCERE DI OPERA

usuelli, in un post su Facebook, spiega di aver incontrato tutti i detenuti sottoposti al 41 bis. Tra loro anche Cospito, su cui scrive: “Tra i detenuti ricoverati al 41 Bis che ho incontrato, ho avuto la possibilità di intrattenermi con il signor Cospito. Vorrei innanzitutto ricordare che è preciso dovere di ogni parlamentare, europeo o nazionale, e di ciascun consigliere regionale, far visita alle carceri per verificare le condizioni di detenzione e di lavoro del personale. In questi cinque anni ho fatto decine di visite nella maggior parte degli istituti lombardi e continuerò a battermi, indipendentemente dai singoli casi eclatanti che periodicamente emergono, per un carcere più umano e conforme al dettato costituzionale. Le mie visite hanno sempre avuto precisi e concreti obiettivi politici, con la finalità di portare in aula provvedimenti per migliorare la assistenza sanitaria in carcere ed aumentare le possibilità di lavoro e studio per le persone ristrette (tutti compiti di Regione Lombardia)”.

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LA CONFERENZA STAMPA DI DOMANI

Usuelli incontrerà domani mattina la stampa in corso di porta vigentina 15A a Milano, ex sede storica dei radicali, in una conferenza stampa in cui interverranno i candidati al consiglio regionale della Lombardia, Barbara Bonvicini, Giulia Crivellini e Michele Usuelli, con la presenza del segretario nazionale di Radicali Italiani, Massimiliano Iervolino. “Tra i temi che tratteremo, sarà raccontata alla stampa la visita, con maggiori dettagli“.

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Durante la visita di oggi nel carcere di Opera, Usuelli spiega di aver parlato con il direttore del carcere (con cui ha parlato del criticità della “assistenza sanitaria in carcere”) e con la responsabile medica del centro clinico di Opera, SAI, “a cui afferiscono gravi malati da tutta Italia”. Poi, Usuelli ha incontrato tutti i detenuti al 41 bis: “Ho potuto parlare con tutti i detenuti malati al 41 Bis- scrive il consigliere- riscontrando lucidità e gratitudine nei confronti del personale in servizio, laddove le rimostranze di malati anche gravi erano per lo più indirizzare alla disorganizzazione del sistema sanitario lombardo di medicina penitenziaria. Sono lì ricoverati anche pazienti gravi: ictus, sindrome di Guillan Barrè, non vedenti, pazienti con tumori all’intestino che hanno subito numerosi interventi chirurgici. Colpisce il fatto che alcune persone siano molto anziane”.

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