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Covid, il ricercatore: “Meglio i tamponi salivari molecolari dei rapidi di ultima generazione”

Il professor Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della clinica pediatria del Buzzi di Milano, si è occupato di elaborare i test salivari molecolari: "Con Omicron sono anche migliori dei molecolari classici"

01-02-2022 18:55
test salivare covid
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ROMA – “I tamponi salivari molecolari sono sovrapponibili, per sensibilità ed espressività, al naso-faringeo molecolare. Anzi, soprattutto con la variante Omicron, la capacità dei salivari è ancora più significativa: nella saliva il virus è rintracciabile almeno due giorni prima rispetto al prelievo che avviene nella cavità nasale con il molecolare classico. È un po’ una sconfitta vedere genitori con bambini piccoli in fila in un drive-in, dopo due anni di pandemia, pur avendo questo strumento diagnostico che può essere fatto in casa e processato nei laboratori”. Risponde così all’agenzia Dire, il professore Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della clinica pediatrica dell’ospedale dei Bambini V. Buzzi di Milano, e ricercatore alla Statale di Milano, dove si è occupato di elaborare i tamponi salivari molecolari, attualmente in uso solo in Lombardia e Piemonte.

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“Abbiamo avuto campioni raccolti in una scuola in cui i salivari si sono dimostrati migliori: nel campione salivare si è infatti intercettato il virus, mentre nel molecolare classico il responso non era leggibile, ovvero la carica virale era ancora, evidentemente, non rintracciabile”, spiega Zuccotti. Il vantaggio di questi test, salivari, è che “possono essere eseguiti in qualsiasi laboratorio che si occupa di molecolari. Oggi, a meno che non si vuole farlo per tutta la popolazione, credo sia opportuno che si usino in ambito pediatrico. Mi piacerebbe vedere ridotte tutte quelle code che si formano nei drive-in e negli ospedali, grazie a questo tipo di tamponi; basta una ricetta rossa, ovvero la prescrizione del medico o pediatra”, prosegue il primario, che dalla finestra della clinica in cui lavora osserva le file in attesa di un tampone molecolare.

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In queste ore, in cui si cercano tamponi di ultima generazione per avere una migliore cognizione del proprio stato di positività, o anche di negatività, i salivari molecolari potrebbero dare una mano? “Sono test che si possono eseguire in casa e questo aiuterebbe a normalizzare il flusso di persone, oltre a ridurre il personale medico-sanitario impegnato a fare i test“, risponde Zuccotti. “Dopo due anni di pandemia ci sono tutte le condizioni per estenderlo alla totalità dei bambini sottoposti a sorveglianza o contatti stretti di un caso positivo, soprattutto in età scolare; non so per quale motivo questi tamponi salivari non siano estesi in tutti i territori”, ammette il professore.

Qualcuno sostiene che i tamponi fatti a casa scontino il rischio di non avere un prelievo fatto adeguatamente, ma non è così – sottolinea lo studioso – casomai vi fosse una raccolta inadeguata di saliva si può rifare. Mentre ad oggi, se si fa un antigenico e il campione non è sufficiente il test non viene ripetuto, negativo o positivo che sia; a meno che il soggetto non intenda rifarlo, a proprie spese, dopo un giorno”, chiarisce Zuccotti.

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“Alla quarta ondata, vedere quelle file è un po’ una sconfitta. Due settimane fa sul New York Times, veniva riportato che alcuni scienziati suggeriscono l’uso dei tamponi salivari anche per una gestione più snella di questa fase pandemica; inoltre la letteratura scientifica suggerisce l’uso dei salivari, così come gli articoli, gli studi e il fatto che alcuni Paesi utilizzino questi test già da tempo. Anche in Italia sono stati considerati attendibili per sensibilità ed espressività al molecolare. In Regione Lombardia si usano in modo estensivo e c’è stata anche una circolare che ha ribadito questa possibilità, rendendo disponibili le strutture dove questi tamponi salivari si possono fare”, spiega il direttore del Buzzi.

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Ma i tamponi salivari sono da considerare come test di ultima generazione? “Sì, anche se per il test di ultima generazione si intende l’antigenico”, risponde Zuccotti. “Il tampone salivare è paragonabile al classico molecolare, con la differenza che la capacità di scovare la carica virale, a livello di precocità, è migliore nella saliva, soprattutto con la variante Omicron. Il costo dei tamponi salivari non è poi maggiore del molecolare classico, e comunque si risparmia il personale sanitario e il tempo speso dalle famiglie. In alcuni casi il costo può essere anche inferiore, dipende anche dal costo di processamento del laboratorio”.

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Zuccotti, come ricercatore ha lavorato anche ad altri strumenti diagnostici: “Si tratta di uno strumento di screening per individuare gli anticorpi al Covid-19 nei bambini con il sistema del pungidito: utile per comprendere il livello di rischio dei piccoli al virus e anche per valutare come procedere con la vaccinazione. Al Buzzi si possono processare quantità notevoli di questi test, ma possono essere fatti in casa – spiega Zuccotti – o anche dal pediatra, senza impegno eccessivo del personale, con un costo di 2-3 euro a test. Questo può essere fatto in tutte le Regioni italiane, perché i pungidito non utilizzano standard differenti dai test prevalentemente in uso, quelli sierologici, che attualmente prevedono il prelievo di sangue. Il test, attualmente, è stato certificato sia per la qualità che per la quantità degli anticorpi, un’indagine che tuttavia – ricorda Zuccotti – non ci esime da una possibile reinfezione da Covid-19 e soprattutto non ci consente di definire nel tempo quando il soggetto ha contratto l’infezione, se non per un’ipotesi di scuola. Può essere comunque uno strumento utile in questa fase della pandemia e anche più in là, in autunno, alla riapertura delle scuole”, conclude Zuccotti.

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2022-02-01T18:55:09+02:00