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Governo, Boschi e la trattativa parallela: spunta l’ipotesi ministero della Difesa

I grillini sono stati inflessibili nello sbarrarle la strada della Giustizia. Boschi non potrà succedere ad Alfonso Bonafede. Ecco le altre ipotesi
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di Alfonso Raimo e Antonio Bravetti

ROMA –  Tutti pazzi per ‘Meb’. Alla vigilia della salita di Roberto Fico al Quirinale, atteso domani nel tardo pomeriggio, la ‘maionese’ della trattativa rischia di impazzire. Troppo ingombrante, l’ex ministra delle Riforme Maria Elena Boschi per i grillini, che a quanto apprende la Dire sono stati inflessibili nello sbarrarle la strada della Giustizia. Boschi non potra’ succedere ad Alfonso Bonafede alla guida del dicastero di via Arenula. Il ‘non possumus’ pentastellato ha tuttavia avuto l’effetto di scatenare una corsa alle indiscrezioni. Da una parte si e’ scatenata la ricerca della sostituta alla giustizia (Cartabia, Lamorgese e Severino le piu’ ricorrenti), dall’altra si e’ aperta la ridda delle ipotesi per trovarle un altro dicastero da guidare. Cosi’, mentre la trattativa procede su due canali (quello del programma alla Camera e quello dei nomi in parallelo), la capogruppo di Italia Viva alla Camera viene collocata di volta in volta in questo o quel dicastero, spesso anche lontano dalle inclinazioni manifestate in passato.

E’ il caso del dicastero alle Infrastrutture, che verrebbe spacchettato da quello ai Trasporti che sarebbe assegnato a Graziano Delrio. Ma in serata questa ipotesi declina e inizia a circolare con insistenza un suo incarico alla guida della Difesa. In questo caso Lorenzo Guerini diventerebbe ministro dell’Interno. “Ma sulle caselle piu’ delicate decide il premier”, si affrettano a dire fonti interne al dossier. Il totonomi della vigilia porta con se’ un naturale margine di incertezza. Ma che il profilo di Boschi sia tra quelli giudicati piu’ ingombranti e’ fuor di dubbio. Al punto da agitare le acque non solo nelle file dei Cinque Stelle. A quanto apprende la Dire, anche in Italia Viva la presidente dei deputati renziani e’ ‘sorvegliata speciale’. Di piu’: e’ indiziata di aver aperto un canale di collegamento diretto con Luigi Di Maio, in questo supplendo anche alla sostanziale incomunicabilita’ tra Renzi e lo stato maggiore M5s. Un particolare di primo piano che tra i colleghi parlamentari di Iv fa ventilare il rischio che la crisi alla fine possa risolversi solo con una promozione per l’ex ministra delle Riforme.

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