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El Salvador, spari sull’ambulanza: Medici senza frontiere sospende le operazioni

Il dirigente di Msf ha scritto su Twitter che l'ong "è indipendente, neutrale e imparziale" e che pertanto non può essere "un bersaglio"
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di Brando Ricci

ROMA – L’ong Medici senza frontiere (Msf) ha sospeso le sue attività in El Salvador a seguito di un’aggressione armata subita da due suoi operatori a bordo di un’ambulanza. Stando al coordinatore dell’organizzazione umanitaria nel Paese centroamericano, Luis Romero, nella notte tra sabato e domenica un medico e un infermiere sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco esplosi da persone non identificate mentre si recavano ad assistere un paziente nella località di Ilopango, nel distretto della capitale San Salvador. Entrambi gli operatori sono ora in condizioni descritte come stabili. La zona dove viaggiavano è una delle numerose, in El Salvador, che si trovano sotto il sostanziale controllo delle cosiddette “pandillas”, organizzazioni urbane criminali.

Romero ha detto che tutte le attività dell’organizzazione “sono sospese, ma non cancellate” fino a “ulteriori indagini sull’accaduto e fino al momento in cui sapremo che le nostre operazioni potranno essere realizzate in sicurezza”. Il dirigente di Msf ha scritto su Twitter che l’ong “è indipendente, neutrale e imparziale” e che pertanto non può essere “un bersaglio”.
Msf, che riferisce su suo sito di aver condotto in media oltre 11.000 visite ambulatoriali all’anno nel Paese, si occupa in El Salvador anche di sostegno ai migranti e alle vittime di abusi sessuali e alla tutela della salute mentale.

Nel Paese, uno dei più violenti al mondo con un tasso di circa 36 omicidi ogni 36.000 abitanti, sono attive due “pandillas” principali: la Mara Salvatrucha (Ms13) e il Barrio 18. Stando al quotidiano El dia de hoy, le due bande criminali hanno circa 60.000 membri, distribuiti in 600 cellule locali.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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