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Trattativa in salita alla Camera: “Serve accordo tra capi partito”

"Sul programma ci eravamo arenati a dicembre, non e' che sblocchiamo ora…", lascia trapelare una fonte di maggioranza.
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ROMA – Come fai a trattare senza l’interessato? E’ la domanda che al tavolo di maggioranza si fanno i capigruppo dei partiti, un po’ spaesati da una trattativa che si muove tra il deja vu e l’impresa impossibile. In sintesi: stenta a decollare. “Qui si fanno esercizi di stile, un proforma…”, e’ il commento di una fonte, all’agenzia Dire.

Dopo quasi quattro ore di riunione, a quanto apprende la Dire, e’ stato riaperto il dossier presentato al tavolo di maggioranza del 2 dicembre scorso, allora presieduto dal ministro delle riforme Federico D’Inca’. In tre ore e’ iniziato l’esame dei punti su cui c’era discordanza lo scorso dicembre. Al momento il tavolo dei 15 sta ancora affrontando il primo punto: politiche del lavoro.

Il nodo e’ la premiership, piu’ una serie di altre posizioni-chiave. Sul programma ci eravamo arenati a dicembre, non e’ che sblocchiamo ora…”, lascia trapelare una fonte di maggioranza. Tutti si attendono, insomma, un vertice dei leader di partito.

Il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci ha chiesto l’interruzione alle 13. Il segretario Pd Nicola Zingaretti riunira’ per quell’ora il comitato esecutivo coi presidenti di gruppo.

A margine del tavolo alla Camera la discussione finisce per lambire anche altre ipotesi. La prima delle quali riguarda il presidente della Camera Roberto Fico. Potrebbe essere lui, in caso fallisse il tentativo su Conte, a guidare l’esecutivo? Il comportamento tenuto dal presidente della Camera oggi viene interpretato nei commenti di Transatlantico come il segnale che non sia disponibile. Dopo un po’, infatti, Fico ha lasciato la riunione ai rappresentanti dei partiti e si e’ allontanato.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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