Rosati: “Il congresso del Pd metta al centro l’idea di un nuovo Umanesimo”

Esponente dem di lungo corso e membro dell’Assemblea nazionale del Pd, chiede al suo partito di tornare a dare risposte concrete "usando studio e fantasia"
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ROMA – Dopo la vittoria in Emilia-Romagna, “aiutata anche dalle Sardine”, il Partito democratico “metta al centro del suo futuro congresso l’idea di un Nuovo Umanesimo, un progetto di protezione sociale che difenda chi ha più bisogno e protegga le piccole realtà produttive, sempre più minacciate dalle grandi multinazionali”. Antonio Rosati, esponente dem di lungo corso e membro dell’Assemblea nazionale del Pd, chiede al suo partito di tornare a dare risposte concrete “usando studio e fantasia”. Un esempio? La Locanda dei girasoli salvata con una convenzione ad hoc.

– Qual è la sua analisi del voto regionale che ha visto il Partito democratico vincere in Emilia-Romagna e perdere in Calabria?

“Ci sono delle differenze importanti. In Calabria credo che abbiamo governato male e siamo stati puniti per questo. In Emilia-Romagna abbiamo governato molto bene, quindi il successo è merito di Bonaccini e della sua squadra, ma non solo. Il Partito democratico ha vinto anche perché la forza della storia, e delle sue contraddizioni, come ha detto in maniera magistrale Goffredo Bettini, costringe le forze politiche, anche quelle progressiste, a schierarsi. È lo stesso motivo che spiega la crisi del Movimento Cinque Stelle: non c’è una terza via, nonostante le illusioni, forse anche di Matteo Renzi. E poi l’aver saputo creare le condizioni di una sinistra unita e non litigiosa, su cui Zingaretti ha lavorato molto, è stato vincente. Ma in questo quadro puramente politico, non bisogna dimenticare l’apporto delle Sardine”. 

– Che idea si è fatto di questo movimento nuovissimo?

“Le Sardine sono state davvero una grande novità. Credo che sarà un fenomeno duraturo e lo dimostra l’enorme affluenza al voto che hanno determinato. Il punto è che quelle piazze non sono solo un movimento ‘contro’, ma sono portatrici di una nuova politica, più fresca, più nobile. È da queste istanze che bisogna ripartire per la nascita di nuovo, grande soggetto progressista che può resistere bene alle intemperie che ci attendono”.

– Si riferisce al congresso del Partito democratico?

“Sì, sono convinto che ci sia bisogno di una grande discussione, un congresso per tesi che sappia leggere il mondo e l’Italia a partire dalla necessità di inaugurare un Nuovo Umanesimo, in grado di appassionare alla politica migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze. Serve tornare a un’idea di protezione sociale che contemporaneamente guardi a chi soffre di più, ma anche ai ceti produttivi, perché senza una crescita economica non possiamo difendere i più deboli. Ma questo presuppone molto studio e anche molta fantasia, perché per difendere i principi e i valori di una sinistra nobile non bastano le risposte del passato. Di fronte alla potenza della tecnologia e alla velocità del capitalismo bisogna mettere a punto ipotesi nuove, ripartendo dai territori, dalle città, dai quartieri. Amazon è un processo che non si può arrestare, ma si possono mettere in campo politiche che proteggano e difendano i negozi, le librerie, gli artigiani. 

– La Regione Lazio con l’Arsial, l’agenzia di cui è presidente, sono intervenute a favore della Locanda dei girasoli. Può essere un esempio esportabile?

“E’ una iniziativa di cui andiamo molto orgogliosi. La Locanda dei girasoli è un pezzo di storia di Roma, una grande idea di integrazione sociale che coinvolge ragazzi colpiti dalla sindrome di Down. Persone escluse dal processo capitalistico perché considerate non idonee alla produzione. E invece il presidente Zingaretti si è appassionato a questa esperienza e ci ha chiesto di individuare un modo per aiutarli. Da tempo studio modelli che possano dimostrare un rapporto nuovo tra mercato e Stato basati proprio su un’idea di Nuovo Umanesimo. Da qui è nata la convenzione che prevede la valorizzazione dei prodotti del Lazio da parte della Locanda in cambio di un contributo economico che permette a quei ragazzi di proseguire il loro lavoro. L’eco che ha avuto questa soluzione dimostra non solo la bontà di quella realtà, ma anche che un altro ordine sociale è possibile. Ed è a questo che il Partito democratico deve guardare al suo prossimo congresso”.

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1 Febbraio 2020
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