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La Pera (Sia): “Intervenire sulle anomalie genitali dei ragazzi aiuta l’educazione sessuale”

Agli andrologi la risoluzione dei problemi fisici, le conseguenze psicosociologiche ad altri specialisti
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ROMA – “Io sono contrario all’educazione sessuale perché nel momento in cui un medico dice al genitore come deve educare il proprio figlio rischiamo di creare un muro che impedisce poi la cura delle anomalie genitali che invece sono curabili”. Lo ha dichiarato il dottor Giuseppe La Pera, andrologo dell’ospedale San Camillo di Roma.

“Per risolvere le problematiche sessuali dei giovani maschi dobbiamo da prima agire sulle anomalie genitali non intercettate che sono alla base di tutta una serie di comportamenti sbagliati e lasciare le problematiche psicosociologiche ad altri specialisti. Dobbiamo rimanere sul crinale della salute- ha continuato- dobbiamo visitare i ragazzi, correggere il danno biologico dopo di che ci saranno sicuramente problematiche etico morali che verranno affrontate dopo il problema fisico. Ecco perché è necessario che le istituzioni predispongano negli ospedali delle unità operative con autonomia di budget”.

“Tra aprile e maggio del 2015- ha continuato il dottor La Pera- la Società italiana di Andrologia ha condotto una campagna di prevenzione in andrologia. E’ stata condotta tra Ladispoli e Ostia su 1180 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Sono state inviate delle lettere a casa dove si spiegava l’obiettivo della campagna e si chiedeva ai genitori l’autorizzazione per visitare i minori di 18 anni. Il progetto prevedeva anche una prima parte di lezioni in classe per spiegare ai ragazzi dei licei le più comuni disfunzioni andrologiche e come prevenirle, mostrando loro come auto palparsi per prevenire il cancro ai testicoli”.

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