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Povertà, a Rimini sempre più persone bussano allo sportello sociale

Aumenta anche il numero delle famiglie seguite: sono 110 in più rispetto al 2016
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RIMINI – Cresce nel 2017 il numero di riminesi che si rivolgono allo Sportello sociale del Comune per l’accesso ai servizi territoriali di protezione sociale. E più nello specifico per un percorso di assistenza attraverso i colloqui di sostegno, per contributi economici e per informazioni rispetto la rete territoriale dei servizi sociali. Rispetto al 2016, si sono registrati 86 nuovi accessi che portano a 1.284 il totale di cittadini arrivati negli uffici comunali di via Ducale.

A salire è in particolare l’utenza femminile, arrivata a quota 685, cioè 99 unità in più rispetto al 2016, mentre cala di 13 persone quella maschile. Aumentano anche i cittadini tra i 31 e i 50 anni, 99 in più per quella un tempo considerata l’età lavorativa. E anche le famiglie con figli minori: sono state 110 in più, 710 in totale, rispetto al 2016.

IL PRIMO PROBLEMA E’ LA CASA, TRA AFFITTO E BOLLETTE

Il problema più sentito rimane quello dell’abitazione, con il sostegno economico per pagare bollette o rette arretrate di affitto, o quello temporaneo per chi ha subito sfratti o si trova in condizioni di crisi temporanea. Cresce rispetto agli anni precedenti la richiesta di orientamento e informazioni sui servizi territoriali, una richiesta che proviene da circa il 20% degli utenti. Il lavoro è citato nel 12% dei casi. Dunque anche a Rimini, commenta il vicesindaco Gloria Lisi, la crisi ha cambiato la tipologia di utente degli sportelli.

“Aumentano in particolare i residenti in età da lavoro e le famiglie con figli minori, una tipologia che in passato era tendenzialmente più al sicuro”. E “la differenza tra tenere e rischiare di crollare la fanno ancora i temi della casa e del lavoro”. Proprio per questo, prosegue, il Comune ha deciso di investire 224.000 euro per intervenire sull’emergenza abitativa.

“Su temi così complessi e correlati- conclude Lisi- interveniamo con strumenti diversi”, dal pagamento delle bollette al sostegno all’affitto, dagli appartamenti dedicati esclusivamente all’emergenza abitativa fino all’aiuto per chi subisce lo sfratto. Con precedenza alle situazioni con minori coinvolti, “un dato in aumento che ci preoccupa e sul quale stiamo lavorando attraverso il coinvolgimento di tutto il territorio”.

 

 

 

 

 

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