Fulmini nell’Olimpo delle celebrità: i morti famosi di questo anno nero

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Il 2020 verrà ricordato per la pandemia, ma anche per i tanti personaggi dello sport e dello spettacolo che ci hanno lasciato: da Maradona a Kobe Bryant e Paolo Rossi, ma anche Ennio Morricone, Gigi Proietti, Franca Valeri e Stefano D'Orazio, senza dimenticare Sean Connery, Ulay, Suor Germana, Sepulveda e molti altri
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BOLOGNA – Anno bisesto, anno funesto. Mai detto popolare fu più aderente alla realtà per descrivere dodici mesi, quelli appena trascorsi, che di gioie ne hanno regalate davvero pochissime. Anche e soprattutto nella volta celeste dei famosi, che ha visto spegnersi nel 2020 alcune delle sue stelle più brillanti. 

LACRIME AMARE PER GLI APPASSIONATI DI SPORT

Quest’anno verrà ricordato non soltanto per la pandemia di coronavirus, ma anche per la morte di Diego Armando Maradona, il grande calciatore argentino che ha militato per anni tra le fila del Napoli, dove il cordoglio, il 25 novembre, ha riempito le strade e le piazze con fiori e striscioni dedicate al leggendario numero 10. La ‘mano de Dios’, questo uno dei tanti soprannomi di Maradona, è stato stroncato da un edema polmonare conseguente ad insufficienza cardiaca, a poche settimane da un complicato intervento per rimuovere un ematoma subdurale dal cervello.

Il ‘Pibe de Oro’ non è l’unico sportivo ad aver abbandonato il mondo terreno: il 26 gennaio è scomparso in un incidente aereo Kobe Bryant, cestista statunitense tra i più grandi della storia. Il giocatore dei Los Angeles Lakers ha perso la vita insieme alla figlia tredicenne Gianna e ad altre sette persone che stavano volando sull’elicottero privato del giocatore, che a causa di una fitta nebbia è precipitato a Calabasas prendendo fuoco. Complici le tragiche modalità con cui è accaduto e la presenza della sua bambina, la morte di ‘Black Mamba’ ha scosso il mondo intero, non solo quello del basket che ha perso la sua punta di diamante.

Il mondo del calcio ha pianto lacrime davvero amare in questo 2020: il 10 dicembre un male incurabile si è portato via Paolo Rossi, leggendario attaccante dell’Italia campione del mondo del 1982. ‘Pablito’, questo il soprannome del grande calciatore toscano, se n’è andato a soli 64 anni, a pochi giorni di distanza dal ‘collega’ Diego Armando Maradona, che aveva battuto in quell’incredibile mondiale giocato in Spagna. A dare notizia della sua scomparsa è stata la moglie Federica Cappelletti, che sui social ha lasciato una frase particolarmente toccante: “Dopo di te niente”. 

Non era esattamente uno sportivo praticante, ma un grandissimo esperto di sport: il 14 aprile se n’è andato anche Franco Lauro, giornalista, conduttore televisivo e telecronista. Appassionato di calcio e basket, era un grande esperto di calciomercato. Poco prima di lui, il 21 marzo, si era spento un altro grande nome del giornalismo sportivo: Gianni Mura, storica firma di Repubblica, morto di arresto cardiaco a 74 anni.

TANTI I MUSICISTI SCOMPARSI CHE LASCIANO CANZONI IMMORTALI

Se c’è qualcuno che ha qualcosa da insegnare agli angeli (soprattutto in termini di melodie celestiali), questo è sicuramente Ennio Morricone: compositore, direttore d’orchestra, autore delle più emozionanti colonne sonore della storia del cinema western e non solo. Il premio Oscar alla carriera si è spento il 6 luglio a 91 anni, lasciando dietro di sé un silenzio impossibile da riempire. Il funerale si è svolto a Roma sulle note della colonna sonora di ‘Mission’, film del 1986 di Roland Joffé al quale il Maestro era particolarmente legato, ma in forma privata e senza troppi clamori perché, ha scritto Morricone stesso nel testamento, “non voglio disturbare”. 

Il direttore d’orchestra, compositore e pianista torinese Ezio Bosso se n’è andato il 15 maggio, a causa di una malattia neurodegenerativa di cui soffriva ormai da quasi dieci anni. Sempre pieno di entusiasmo e vitalità in tutte le sue apparizioni pubbliche, il musicista era diventato particolarmente famoso dopo essere stato invitato sul palco del Festival di Sanremo da Carlo Conti nel 2016. In quell’occasione, oltre ad eseguire un brano contenuto nel suo album ‘The 12th Room‘, aveva parlato al conduttore anche delle difficoltà ad essere accettato nel mondo della musica classica, conquistando con la sua modestia il pubblico della kermesse. Negli ultimi due anni, a causa dell’aggravarsi della malattia, non suonava più il pianoforte.

In questo anno sfortunatissimo, l’Italia ha dovuto dire addio anche a Stefano D’Orazio, batterista e paroliere dei Pooh, che il 6 novembre hanno salutato tra le lacrime l’amico e compagno di avventure sonore quarantennali. Il musicista romano era in cura da due anni per una forma di leucemia, e sembrava fosse in via di guarigione. Nell’ottobre scorso ha però contratto il Covid, e dopo una settimana di ricovero è deceduto. Il 9 novembre si è svolto il corteo funebre dal Campidoglio fino alla Chiesa degli artisti a piazza del Popolo, dove si sono celebrati i funerali.

Di Bill Withers, cantante e musicista americano scomparso a Los Angeles il 30 marzo, resteranno le liriche immortali come ‘Ain’t no sunshine’, ‘Just the two of us’ e ‘Lovely day’, insieme a ‘I can see clearly now’ di Johnny Nash, deceduto il 6 ottobre, e ‘Tutti Frutti’ di Little Richard, l’Architetto del rock’n’roll morto il 9 maggio scorso. Le tre leggende della musica internazionale staranno probabilmente conversando amabilmente da qualche parte con il batterista nigeriano Tony Allen, deceduto il 30 aprile, o con il fondatore della band inglese Fleetwood Mac Peter Green (25 luglio), o ancora il grande chitarrista olandese Eddie Van Halen, morto di cancro il 6 ottobre.

LE STELLE DEL CINEMA CHE SI SONO SPENTE QUEST’ANNO

Musicisti, calciatori, stelle del basket: il 2020 non ha risparmiato nessun settore dello spettacolo, incluso il cinema, che si è vestito a lutto più volte in questo anno funesto.

Il 31 ottobre si è spento a 90 anni Sean Connery nella sua residenza alle Bahamas. Affetto da demenza senile ormai da tempo, l’attore scozzese è stato il più amato tra i James Bond, ma anche il nobile Ramirez di ‘Highlander’, un eccezionale Robin Hood, il frate detective de ‘Il nome della rosa’, nonché il padre di Indiana Jones. Ma è con l’interpretazione di Jimmy Malone, l’incorruttibile poliziotto de ‘Gli intoccabili’ di Brian De Palma, che Connery ottenne la definitiva consacrazione che gli valse un premio Oscar e un Golden Globe.

Era invece nel bel mezzo della sua storia il regista sudcoreano Kim Ki-duk, morto l’11 dicembre a 59 anni per complicanze legate al coronavirus. Il cineasta, vincitore del Leone d’oro e del Leone d’argento al Festival di Venezia, oltre che del premio Un Certain Regard al Festival di Cannes, si trovava in Lettonia per girare un film, che sarebbe stato il 24esimo della sua carriera.

Lutto anche nel cinema italiano, che il 2 novembre ha perso Gigi Proietti proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. L’attore, drammaturgo e regista romano era ricoverato in una clinica, dove è morto a causa di gravi problemi cardiaci. Grande mattatore sia al cinema che in televisione, aveva cominciato la sua carriera a teatro, per poi raggiungere il cuore degli spettatori del piccolo schermo con la fiction ‘Il maresciallo Rocca’. Aveva recitato con Proietti nel 1978 nel ‘La commedia di Gaetanaccio’ al Teatro Sistina: il 2020 si è portato via anche Daria Nicolodi, attrice e sceneggiatrice fiorentina, nota alle cronache per il sodalizio artistico e sentimentale con il re dell’horror Dario Argento, con il quale ha avuto la figlia Asia. La vita di Daria è stata stroncata da un infarto a 70 anni il 26 novembre.

Pochi giorni dopo aver compiuto 100 anni, il 9 agosto, se n’è andata anche Franca Valeri, attrice milanese, ma anche sceneggiatrice e drammaturga di teatro e di cinema. Sul grande schermo ha esordito negli anni ’50 in un film di Federico Fellini e Antonio Lattuada, ‘Luci del varietà’, per poi prendere parte ad una lunga serie di commedie, spesso al fianco di Alberto Sordi o di Totò. Ormai leggendari i suoi personaggi televisivi, come la ‘signorina Snob’, ‘Cesira la manicure’ e ‘sora Cecioni’, la pubblicità storica del pandoro Melegatti, ma anche il lavoro come doppiatrice, sceneggiatrice e regista non solo di film ma anche di opere liriche.

Il 2020 è stato l’anno fatale anche per il grande attore (e padre di Michael Douglas) Kirk Douglas, morto il 5 febbraio a 103 anni, ma anche per l’attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese Michel Piccoli, scomparso il 12 maggio a causa di un ictus cerebrale. Gli appassionati di cinema internazionale hanno pianto anche Patricia Millardet, morta per una crisi cardiaca il 13 aprile a Roma, dove viveva e aveva riscosso fama e successo con una lunga carriera nelle fiction televisive. Pochi giorni dopo l’attrice francese, il 30 aprile, è morto anche Sam Lloyd, che molti ricordano per la parte di Ted Buckland nella serie televisiva ‘Scrubs’.

Particolarmente toccante la storia di Naya Rivera, attrice e cantante americana nota soprattutto per il ruolo in ‘Glee’, annegata l’8 luglio nel lago Piru, in California, dove aveva noleggiato una barca per trascorrere il pomeriggio con il figlio di 4 anni Josey, trovato sull’imbarcazione ancora addormentato e con addosso un giubbotto di salvataggio. Pochi giorni dopo, il 12 luglio, se n’è andata a causa di un cancro al seno anche l’attrice e modella Kelly Preston, moglie di John Travolta e madre dei suoi tre figli. Non solo attori, ma anche registi di fama internazionale sono scomparsi in questo annus horribilis. Joel Schumacher, famoso per essere stato dietro la macchina da presa di grandi produzioni come ‘Linea mortale’, ‘Un giorno di ordinaria follia’, ‘Il cliente’, nonché un paio di ‘Batman’, è morto di cancro a 80 anni il 22 giugno, precedendo di poco il collega Alan Parker (morto il 31 luglio), regista, tra gli altri, di ‘Piccoli gangsters’, ‘Saranno famosi’, ‘Pink Floyd The Wall’, ‘The Commitments’ e ‘Evita’.

LUTTO NEL MONDO DELL’ARTE PER ULAY E CHRISTO

Anche il mondo dell’arte ha perso due delle sue stelle più brillanti. Il primo ad andarsene, il 2 marzo è stato Ulay, artista, fotografo e accademico tedesco, considerato una delle figure chiave della performance art degli anni ’70. Proprio sul finire di quel decennio prolifico, nel 1976, ha conosciuto ad Amsterdam la collega serba Marina Abramović, con la quale ha instaurato quasi immediatamente una relazione creativa e sentimentale, che li ha portati negli anni a stravolgere il mondo dell’arte. Ulay ha conosciuto un picco di notorietà quando nel 2010 si è seduto di fronte alla Abramović durante la sua performance al MoMA di New York, facendo vacillare il self control dell’imperturbabile artista serba.

Poche settimane dopo, il 31 maggio, è morto a 84 anni l’artista bulgaro Christo, esponente della Land Art, che dagli anni ’60 aveva scardinato le regole del mondo dell’arte. Nel 2016 aveva installato nel Lago d’Iseo ‘Floating Piers’, una passerella dorata galleggiante progettata con la compagna Jeanne-Claude, deceduta nel 2009.

Il 2020 è stato l’ultimo anno di vita anche per Sergio Rossi, stilista ed imprenditore romagnolo, fondatore dell’omonima griffe di calzature di lusso, scomparso il 3 aprile dopo aver contratto il Covid. La pandemia ha colpito poi Lucia Bosè, attrice italiana naturalizzata spagnola, morta il 23 marzo a causa di una grave polmonite. A 81 anni, il 7 marzo, se n’è andata anche Suor Germana, autrice di tantissimi libri di cucina e ospite di tantissime trasmissioni televisive, così come lo scrittore e politico russo Ėduard Limonov, che è deceduto il 17 marzo, un mese prima del noto collega Luis Sepulveda. Lo scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno naturalizzato francese, autore tra gli altri di ‘Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare’, era stato contagiato a febbraio in Portogallo, e dopo quasi due mesi di ricovero in ospedale, si è spento il 16 aprile. La scorsa primavera si è portata via anche Giulietto Chiesa, giornalista e politico italiano, stroncato da un infarto a 79 anni il 26 aprile. Le ultime morti celebri dell’anno sono la top model scozzese Stella Tennant, trovata morta nella casa di Duns in Scozia cinque giorni dopo aver compiuto 50 anni, il 22 dicembre, per cause ancora da chiarire, ed il noto stilista di origini italiane Pierre Cardin, scomparso a Parigi il 29 dicembre all’età di 98 anni.

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