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M5S: adesso le primarie per incoronare Di Maio… candidato unico

Pronti? Via. Cominciano le primarie per scegliere il leader del M5S. In campo Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che se la vedrà con 7 ‘sconosciuti’. Facile prevedere una maggioranza bulgara per il candidato scelto da Grillo&Casaleggio, considerato poi che voteranno soltanto gli iscritti. E lì non si scherza: chi mugugna e non obbedisce è fuori.

   Alla corsa per diventare il candidato alla presidenza del Consiglio alle prossime elezioni di marzo 2018 non ci saranno Alessandro Di Battista e Roberto Fico, capo degli ortodossi grillini, quello che da sempre si batte per mantenere il movimento fedele alla linea della nascita, senza contaminazioni. Come mai?

   Nei ‘palazzi’ romani la spiegazione è semplice: perché Di Maio rischia grosso, e alla fine della fiera (elezioni) sarà lui a ritrovarsi con i cocci in mano. Bruciato e non più spendibile per i passi successivi.  I sondaggi d’altra parte parlano chiaro: vero che i ‘grillini’ sono alti, ma con un centrodestra ringalluzzito da Silvio Berlusconi, di nuovo pronto a mettere sul piatto il peso dei suoi milioni, pardon, delle sue idee, facile prevedere che quel pezzo di elettorato, sostanzioso, che la volta scorsa ha votato per Grillo, la prossima volta se ne tornerà a casa. E Di Maio rischia di trovarsi con ‘pezzi’  in meno sia di qua che di là.

    Perché si voterà con il proporzionale e ci sarà un proliferare di liste e personaggi che dreneranno voti e li sposteranno. Alla fine rischiamo di ritrovarci con una elezione nulla, senza un vincitore. E allora, se si ritornerà al governo di coalizione tra centrodestra moderato e Pd, si capisce che il M5S di Di Maio si ritroverà in stallo, altri anni a far opposizione, con pochi risultati, senza leve di potere. A quel punto, scommettiamo?  rivedremo Di Battista e Fico.

Nico Perrone

20 settembre 2017

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