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Lista, coalizione o l’Armata brancaleone?

In attesa dei risultati dei ballottaggi del prossimo 25 giugno le forze politiche analizzano i risultati delle comunali, pesano la loro forza, preparano le loro mosse.

   Il centrodestra sembra ringalluzzito, ma continuano a restare le divisioni tra chi riciccia Berlusconi, chi vuole Salvini, il governatore della Liguria Toti o chi lo sa. Nel Pd, che in sostanza tiene anche se perde voti nell’astensionismo, si aspettano i risultati per vedere quanti sindaci si porteranno a casa, come reagiranno gli elettori di fronte alle sfide con il centrodestra o se resteranno a casa a causa delle divisioni e scissioni.

   Nei ‘grillini’, che alle comunali hanno registrato un risultato veramente misero, si sono riaperte le discussioni su come affrontare le prossime elezioni politiche. Anche qui, sapendo che la gran parte dei  parlamentari non verranno rieletti, facile prevedere lacerazioni e scontri.

    Su tutto grava il peso del sistema elettorale con cui si andrà a votare. Al momento resta in campo il proporzionale uscito fuori dalla Corte Costituzionale, che dovrà comunque essere armonizzato tra Camera e Senato. Il problema è che con il proporzionale la spinta sarà ad andare da soli, a misurarsi sul territorio e solo dopo, in base ai risultati, aprire il tavolo delle trattative.

   Lista o coalizione? Bisognerà vedere se alla fine ci sarà un aggiustamento, il varo di una leggina elettorale. Per Renzi e il Pd la battaglia è vitale, con la lista infatti è il segretario Renzi il candidato naturale per Palazzo Chigi; se spunterà la coalizione, allora bisognerà trattare per trovare una figura non divisiva, visto che in quel caso Renzi risulterà troppo urticante.

   Intanto Pisapia, ex sindaco di Milano, con il suo Campo progressista sta cercando di radunare i tanti popoli della sinistra che vagano sconsolati in lande sempre più deserte di elettori. Riuscirà nell’impresa? Al momento la sua proposta sa molto di vecchio; il suo riparlare di Romano Prodi ha un sapore di antico che mal si concilia con la voglia di nuovo che c’è in giro non solo in Italia ma in tutto il mondo. Una cosa sola per cortesia, che nasca una vera alleanza su un programma ben definito (e non di 1000 pagine) e non la solita Armata brancaleone pronta a sfasciarsi un minuto dopo aver raggranellato i voti necessari per entrare in Parlamento

Nico Perrone

14 giugno 2017

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