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L’incredibile ‘marchio’: stopalboicottaggio, insieme al Foglio

L’invenzione dell’etichetta “made in settlements”, da pochi giorni obbligatoria per le merci prodotte nei “territori occupati” è un atto contro Israele e contro la pace. Curioso, per non dire incomprensibile che l’Unione europea, solitamente afasica quando si tratta di prendere posizione su questioni spinose, oggi si arroghi un simile diritto. Uno zelo che non ritroviamo in analoghi casi: non risulta, solo per fare un esempio, che la Ue abbia imposto l’apposizione di una speciale etichetta sulle acciughe pescate nelle acque territoriali del Sahara occidentale, ma anzi abbia stretto recenti accordi col Marocco per l’esercizio della pesca anche in quello specchio di mare, nonostante quell’area sia al centro di rivendicazioni che durano da circa 40 anni. Così come non sembre che l’Ue ritenga opportuno segnalare prodotti provenienti da paesi che non garantiscono i diritti umani. Perché se così fosse, a quando l’etichetta: “Petrolio importato da paese che lapida le adultere e incarcera gli omosessuali”? E invece no, con questi paesi si stringono importanti accordi economici. Per convenienza.

Ecco, la convenienza: a chi giova questa scellerata decisione? Non certo agli arabi che vivono nei “territori occupati”, in gran parte impiegati regolarmente nelle aziende colpite da questo subdolo boicottaggio e che adesso, a causa del probabile calo delle esportazioni, rischiano il posto di lavoro; e neanche al processo di pace, poiché questa scellerata decisione potrebbe in qualche misura legittimare politicamente le violente rivendicazioni degli estremisti arabi. Ma al di là degli esiti geopolitici e del danno economico, le cui proporzioni saranno misurate col tempo, quel che colpisce è altro: il ritorno a una sorta di marchiatura di un popolo che richiama un terribile passato, il tentativo – neanche troppo mascherato – di boicottare una nazione che, tra l’altro, è un avamposto della democrazia in una polveriera a continuo rischio esplosione, insomma un passo deciso verso l’isolamento di Israele. Siamo di fronte ad una scelta gravissima e potenzialmente carica di conseguenze nefaste. Ragion per cui sottoscrivo con convinzione l’appello lanciato da Il Foglio ([email protected]).

On. Massimo Parisi

13 novembre 2015

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