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Dopo la Sicilia il centrodestra ora punta all’Italia e i ‘grillini’ stanno a guardare

Il centrodestra a trazione Berlusconi conquista la Regione Sicilia. Da sempre laboratorio politico, il risultato delle elezioni siciliane ora fa ben sperare le truppe di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini per la conquista del governo nazionale alle prossime elezioni.  Gioisce Berlusconi che con il risultato di Forza Italia conferma la sua leadership e mette per un po’ nell’angolo Salvini e la sua voglia di dettare la linea.

   Il Movimento 5 Stelle anche stavolta, pur essendo il primo partito e avendo raddoppiato i voti, è arrivato secondo. E quando si arriva secondi prevale l’amarezza, il senso di sconfitta è più forte. Si continuerà a fare opposizione fino a quando?  Questo l’interrogativo che sicuramente si porrà l’elettore ‘grillino’. Fino a quando si riuscirà a tenere insieme quanti vogliono buttare all’aria l’attuale sistema politico?  Anche alle politiche nazionali i ‘grillini’ saranno probabilmente  il primo partito ma alla fine di nuovo perdenti perché il governo lo faranno gli altri. Salvo ripensamenti sul fronte delle alleanze.

In Sicilia il Pd e il centrosinistra escono sconfitti. Vero che il Pd mantiene i suoi 250mila voti (257mila alle regionali del 2012) ma le divisioni, la scelta sbagliata del candidato (100 mila voti in meno rispetto alla coalizione) mette a rischio la possibilità di giocarsela alla pari alle prossime politiche. Che la competizione, come dice Berlusconi, alla fine riguarderà solo Centrodestra e M5S.  Che fare? Il nodo da sciogliere è quello della coalizione, soltanto se si riuscirà a mettere insieme tutti i cocci, a trovare una intesa su pochi ma forti punti programmatici, si potrà scendere in campo con qualche possibilità. A sinistra toccherà a Grasso, con Pisapia, raggruppare tutte le forze; mentre nel Pd si dovrà trovare un nuovo punto di equilibrio, perché una coalizione ha bisogno di un leader ‘collante’ e non divisivo.

Nico Perrone

07 novembre 2017

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