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Fassino in campo per conto di Renzi: il cerino a chi resterà in mano?

Piero Fassino, ex segretario dei Ds, è stato incaricato dal segretario del Pd, Matteo Renzi, di  riportare in ‘coalizione’ i partiti e i movimenti di sinistra. Continua il gioco degli equivoci e il passaggio del cerino di mano in mano. Perché ormai è chiaro che il Pd di Renzi ha già deciso: si alleerà a destra con la metà di Ap che seguirà Alfano ( l’altra cercherà qualche posto con il centrodestra); con una lista dentro tutti, dai radicali di Emma Bonino ai socialisti di Nencini fino a Di Pietro; con un pezzo di quanti resteranno con Pisapia (l’altro con la Boldrini in testa se ne andrà con Mdp e Pietro Grasso). E così si arriverà alla campagna elettorale, tutti contro tutti, favoriti dalla legge elettorale che, va sempre ricordato, è super proporzionale. E il proporzionale spinge a menarsi non ad allearsi. Perchè il momento delle alleanze verrà rimandato  in Parlamento, quando le forze politiche si presenteranno e in base ai voti-seggi ottenuti si metteranno a trattare. Tra le curiosità: Piero Fassino, sin dai tempi della sua segreteria Ds, è noto per essere uomo dai toni bruschi e spicci, forse non proprio adatto a metter pace con quanti vogliono far fuori Renzi. E a sinistra già fioccano le battute: manderemo a parlargli Fabio Mussi e tutta l’allegra brigata degli ex Ds. Oppure: Fassino paciere? Ma se con lui che si occupava di esteri abbiamo rischiato due tre guerre mondiali.

Nico Perrone

15 novembre 2017

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