Eliminare rigidità che ostacolano accesso dei detenuti ad alcuni benefici penitenziari

Il Governo ha accolto come raccomandazione un mio Ordine del Giorno presentato alla Camera in sede di esame della Riforma del codice penale. La Riforma prevede, tra gli altri, interventi di revisione del sistema delle preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari.

La mia raccomandazione chiede al Governo, nell’ambito delle sue prerogative, di considerare la necessità di una seria revisione dei presupposti di accesso alle misure alternative alla detenzione, sia con riferimento ai presupposti soggettivi sia con riferimento ai limiti di pena.

Si raccomanda al Governo, inoltre, di prevedere una progressiva eliminazione di quei meccanismi troppo rigidi, di quegli automatismi e di quelle preclusioni che impediscono o rendono molto difficile l’individualizzazione del trattamento rieducativo e di non escludere il sussistere dei presupposti che consentono la concessione dei benefìci e delle misure alternative in modo tale da permettere il superamento dell’ergastolo ostativo, cioè di numerose situazioni in cui il fine pena coincide necessariamente con il fine vita trasformando l’attuale presunzione di non rieducatività in assenza di collaborazione, da assoluta in relativa.

Infine si mira ad introdurre misure volte al riconoscimento del diritto delle persone detenute al mantenimento ed al miglioramento dei rapporti con le persone con le quali vi è un legame affettivo, anche tramite la realizzazione all’interno degli Istituti Penitenziari di apposite aree e, nel contempo, di attenuare la solitudine che accompagna i detenuti durante il periodo di custodia od espiazione, nonché a prevedere, nell’ambito dell’esercizio della delega, ad una revisione in materia di visite ai suddetti Istituti per consentire anche ai Sindaci ai Presidenti delle Province ed agli Assessori delegati del territorio di farvi ingresso senza necessità di autorizzazione al fine di verificare le condizioni di vita dei detenuti, compresi quelli in isolamento giudiziario.

On. Enza Bruno Bossio

15 giugno 2017

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