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Dramma nel Pd: la mannaia elettorale dimezzerà i parlamentari

Tutti in campo, da Piero Fassino a Romano Prodi passando per Walter Veltroni. Tutti in cerca di una soluzione per arrivare uniti, Pd e sinistra, alle prossime elezioni. Altrimenti sarà la disfatta, con un’autostrada a disposizione del centrodestra e dei ‘grillini’. Ci si interroga sui programmi, su che cosa può unire ancora Pd e sinistra, su quale collante applicare. Si gira attorno ma non si arriva al nodo. E il nodo, in qualsiasi elezione, è su chi verrà messo in lista e quante sono le poltrone in palio.

    Sta qui il dramma che, sotto sotto, sta attraversando il Pd di Matteo Renzi. Quanti posti ci saranno? E quanti posti bisognerà assicurare ai possibili alleati, da Angelino Alfano ai radicali di Emma Bonino fino alla pattuglia di Denis Verdini che finora ha assicurato la sopravvivenza del governo Gentiloni. E una volta messi in coalizione, quindi collegati anche al candidato uninominale,  porteranno voti al candidato o diventeranno il bersaglio degli altri per affossarlo?

   Gira e rigira si arriverà lì: perché con le attuali percentuali assegnate dai sondaggi al Pd, dando un occhio alla nuova legge elettorale, la mannaia calerà inesorabile riducendo a metà l’attuale compagine parlamentare. E si capisce che se già bisogna dire ciao alla metà, toccherà decidere chi candidare. Sta qui la difficoltà che potrebbe far naufragare il discorso della coalizione: quanti posti ai radicali, o solo 1 a Bonino? Quanti ad Angelino Alfano, o solo 1 per lui? E così via. Con tutti i rischi del caso, perché se è vero che la coalizione di sinistra prenderà il 5 o il 7 per cento, quei voti in meno nei tanti collegi a rischio possono far male al Pd e favorire i ‘grillini’.

Nico Perrone

20 novembre 2017

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