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Curare con l’incuria, dietro quella benzina contro i pidocchi c’è una genitorialità fragile

Sono arrivate insieme all’ospedale, in ambulanza, con i segni evidenti
di un tentativo di cura alquanto azzardato e finito in tragedia, con
ustioni sul corpo della madre e soprattutto su quello della figlia,
che a 12 anni si trova ora in condizioni gravissime. Benzina contro i
pidocchi, roba da Medioevo verrebbe da pensare, e invece è accaduto
davvero. In Italia, in una città, Firenze, in una comunissima casa.

Al di là della cronaca e dell’ovvia discutibilità della cura azzardata dalla madre è evidente che dietro questa storia si cela una genitorialità fragile. Esprimere giudizi sarebbe alquanto
inopportuno: non conosciamo il background culturale di quella donna.
Ma allo stesso tempo se quella madre ha ritenuto normale utilizzare
del liquido infiammabile sul capo della propria figlia è palese
l’esistenza di una genitorialità debole, confusa, incapace di
proteggere la propria prole.

La genitorialità fragile sta diffondendosi
purtroppo sempre più nel nostro Paese e non solo. I genitori,
oggi, sembrano aver smarrito la bussola del loro ruolo. Non solo incapaci
di gestire sentimenti ed emozioni, nelle
situazioni critiche in cui sono coinvolti i propri figli, ma talvolta privi anche delle minime competenze igienico-sanitarie con cui prendersi cura dei figli.

Quella donna ha scelto di curare la propria figlia con incuria. Potrà sembrare un ossimoro, ma non lo è. Perché quando si pensa di
tutelare il bene dei propri figli con metodi inadatti non sempre lo si fa
con consapevolezza. La stessa considerazione vale per quei genitori
che decidono di non vaccinare i propri figli: li espongono a malattie
e patologie gravissime, anche alla morte, e la loro incuria, per loro ritenuta cura, diventa fatale.

La valutazione del confine tra curia e incuria è sempre più labile e
questa incertezza ha un peso maggiore su chi, come quella ragazza di
12 anni, non è autosufficiente nell’affrontare pericoli e
situazioni difficili. E’ proprio su questi aspetti che
emerge, con forza, la necessità del sostegno genitoriale, che è sì
dialogo, ascolto, ma è anche capacità di decidere, non affidandosi all’informazione della Rete o delle amiche come in questo caso, a metodi assurdi.  La necessità di formare i genitori deve diventare priorità assoluta per potenziare la dimensione del
prendersi cura.

On. Vanna Iori

26 luglio 2017

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