Commissione Antimafia riprenda attività d’inchiesta su CARA di Crotone

Cmunicato congiunto con Ernesto Magorno in qualità di componenti della Commissione Parlamentare Antimafia

Stamane a Roma, in qualità di componenti della Commissione Parlamentare Antimafia, abbiamo svolto un incontro con il presidente Rosy Bindi.

Nel corso della riunione è stato esaminato il grave ed inquietante quadro indiziario emerso dall’indagine della DDA di Catanzaro sul CARA di Crotone.

I fatti oggetto dell’ordinanza emersa dalla Procura di Catanzaro delineano un contesto allarmante non soltanto perché emerge una pesante violazione dei diritti umani, ma perché vengono alla luce contaminazioni e pervasività di pesanti fenomeni di illegalità nella realtà sociale circostante.
È stata espressa nello stesso incontro forte preoccupazione per le gravi intimidazioni e minacce di cui sono state fatte oggetto alcune troupe televisive ieri ad Isola Capo Rizzuto.

È stato espresso, inoltre, apprezzamento per le dimissioni dei consiglieri comunali del Partito Democratico di Isola Capo Rizzuto.

Non vi è alcun dubbio che la determinazione e la professionalità del dottor Gratteri e di tutti i suoi collaboratori rappresentano una certezza e una garanzia affinché l’indagine vada fino in fondo per svelare gli effetti di un sistema perverso che finora ha potuto godere probabilmente di copertura e impunità.
Non è pletorico, però, il compito che in questa fase è chiamata ad assolvere la stessa Commissione Parlamentare Antimafia, anche in coerenza con l’attività ispettiva e di ricerca finora svolta sul dramma dello sfruttamento mafioso del fenomeno dell’immigrazione.

ìNel recente passato, lo stesso CARA di Crotone è stato posto all’attenzione dei lavori della stessa Commissione bicamerale.

Non è fuori luogo, dunque, che la Commissione Parlamentare Antimafia riprenda tempestivamente un’attività di inchiesta per approfondire ed accertare eventuali responsabilità, anche di tipo istituzionale, che avrebbero potuto per negligenza o per dolo favorire che la mafia utilizzasse le risorse dello Stato destinate all’accoglienza come opportunità di affari e per il finanziamento delle organizzazioni criminali.

On. Enza Bruno Bossio

18 maggio 2017

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