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Caso Muntari, un Paese alla rovescia: il punito è lui!

Per segnalare le iniquità del nostro Paese, siamo soliti raffigurare lo “Stivale” sottosopra. Nella nazione che “all’incontrario va”, come il treno cantato da Celentano, possiamo di certo aggiungere l’ingiustizia che ha riguardato il calciatore ghanese del Pescara Sulley Muntari la scorsa domenica. Il giocatore africano era impegnato con la sua squadra nella trasferta di Cagliari quando, ha raccontato, ha iniziato ad essere bersagliato dagli indegni “buu” razzisti che troppe volte ancora si sentono nei nostri stadi. La cosa ancora più grave riportata dal giocatore è che, inizialmente, questi ululati a sfondo razzista venivano fatti anche da un ragazzino con i genitori accanto: ha deciso allora di regalare la propria maglia a questo giovanissimo anche per spiegarli il grave errore (non punito dai genitori) che stava facendo. La scena si è purtroppo ripetuta negli ultimi minuti della gara: un gruppo di “tifosi” ha preso di nuovo di mira Muntari, il quale si è legittimamente lamentato con l’arbitro e, per tutta risposta, è stato ammonito poiché, come detto dal giocatore, non doveva parlare con il pubblico. Dopo poco Muntari è uscito allora dal campo, prima che finisse la partita. La sua protesta clamorosa è classificabile come “comportamento antisportivo”, quindi per lui secondo cartellino giallo ed espulsione! A livello internazionale il caso ha destato attenzione tanto che si è addirittura espresso l’Alto Commissario ONU per i diritti umani Zeid Ra’ad al-Hussein il quale ha affermato che Muntari è “un’ispirazione per tutti noi qui all’ufficio Onu per i diritti umani”… E in Italia? Il Giudice Sportivo lo ha squalificato per la doppia ammonizione mentre non ha adottato alcun provvedimento contro il pubblico del Cagliari perché, in sostanza, a fare questi ululati erano pochi e per il regolamento tanto basta. Questo è la prassi nel nostro Paese: certo, se le prime a propugnare il razzismo sono forze che siedono in Parlamento, come possiamo pensare di combattere le discriminazioni e far sì che i discriminati siano vittime e non “carnefici”?

 

 

On. Ileana Argentin

03 maggio 2017

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On. Ileana Argentin

Laureata in scienze politiche e giurisprudenza presso La Sapienza. Affetta da amiotrofia spinale, opera subito nell’associazionismo e nel volontariato. Presidente della U.I.L.D.M.(Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare) di Roma. Viene eletta al Consiglio Comunale, con il Sindaco di Roma Francesco Rutelli diventa membro delle commissioni consiliari di Bilancio, Lavori Pubblici e delle Elette. Riveste la carica di Presidente dell’ ALM (Associazione Nazionale Motulesi). In seguito, viene confermata come consigliere comunale, prima del Partito Democratico di Sinistra e poi nei Democratici di Sinistra. Il Sindaco Veltroni le conferisce la Delega, prima per le Politiche dell’Handicap e successivamente quella per la Salute Mentale e la Legge 626. Viene eletta all’Assemblea Costituente nazionale del Partito Democratico. Nelle elezioni politiche del 2008 è eletta Deputato della Repubblica. Riconfermata a Montecitorio nelle elezioni del 2013 dopo la vittoria delle Primarie PD: prima donna a Roma.

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