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Ancora una giornalista assassinata da politici e potenti corrotti

Ogni tanto chi fa il mestiere di giornalista viene preso dallo sconforto. Quante parole e dichiarazioni altisonanti, quanti ‘fatti’ raccontati che poi ben poco corrispondono alla realtà.  Ma è un mestiere che, se fatto bene, mantiene il suo valore, la sua funzione sociale: di aiutare,  in qualche modo, a rendere migliore questo sporco mondo.

   Daphne Caruana Galizia, giornalista di Malta, è stata assassinata ieri. Qualcuno le ha piazzato una bomba sotto l’auto, presa a nolo.  Ancora un giornalista ucciso, sono tanti i colleghi messi a tacere da quelli che avevano denunciato nei loro articoli o servizi. Uccisi perché la gente non deve sapere, ma solo temere il ras del posto. Un giorno triste,  e fa male sentire gli attacchi che sempre più spesso arrivano contro i giornalisti anche a casa nostra. Vizio comune soprattutto tra i politici: quando si riportano le chiacchiere va tutto bene, quando si comincia a fare domande allora il giornalista fa schifo, è al servizio di qualcuno.

   Daphne Caruana Galizia aveva scritto sul suo blog, poche ore prima di venire uccisa, parole di fuoco: “Ci sono corrotti ovunque. La situazione è disperata”, parole che adesso i governanti di quel paese, se hanno un briciolo di dignità, dovranno smentire arrestando esecutori e mandanti. Altrimenti avrà ragione il figlio della giornalista uccisa, che ha parlato di un paese in mano ai mafiosi.

  Bisogna continuare, con onestà e determinazione. Fare il giornalista ha ancora un senso, una sua importanza, perché senza verità non si costruisce nulla di buono, vincerà sempre il peggio. Sommersi come siamo di parole inutili e cattive. di infamie e bugie, ci sarà bisogno di qualcuno che spieghi, chiarisca, smascheri i disonesti. Per questo onore alla collega uccisa a Malta, e la promessa che nel nostro piccolo faremo sempre il nostro dovere: scoprire la verità, smascherare i corrotti, tutelare i deboli dai potenti.

Nico Perrone

17 ottobre 2017

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