Dire Europa - dire.it
a cura di Alessandro Melia

a cura di Alessandro Melia

Il 29 gennaio secondo voto del Parlamento su Brexit

Il 29 gennaio il Parlamento del Regno Unito voterà il nuovo piano di Theresa May sulla Brexit. Dopo la storica sconfitta di martedì scorso sull’accordo per uscire dall’Unione Europea, bocciato dal Parlamento con 202 voti a favore contro 432 contrari, Theresa May presenterà lunedì 21 gennaio una dichiarazione e una mozione, che verrà poi discussa il 29. Tra le ipotesi la riapertura dei negoziati con Bruxelles e la richiesta di una nuova votazione. Nei giorni scorsi May ha dovuto superare anche un voto di fiducia chiesto dal leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn. La mozione è stata respinta con 325 voti contro e 306 a favore. Decisivi i voti dei deputati dei lealisti nordirlandesi.

Il sindaco di Danzica Pawel Adamowicz è stato ucciso

Pawel Adamowicz, sindaco della città di Danzica, in Polonia, è morto dopo essere stato accoltellato durante un evento di beneficenza. Ad aggredirlo un 27enne che aveva detto di volersi vendicare per essere stato ingiustamente incarcerato quando al governo c’era il partito di Adamowicz, Piattaforma Civica. Adamowicz aveva 53 anni e credeva nel progetto di una Polonia indipendente, tollerante, multicolore. Per le sue posizioni era spesso vittima di attacchi sui social network. Decine di migliaia di cittadini hanno partecipato alle ‘marce del silenzio’ organizzate in tutto il paese per dire basta all’odio e alla violenza.

Mea culpa di Juncker: "Austerità avventata"

Durante la crisi del debito “c’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenendo a Strasburgo alla seduta solenne per la celebrazione dei vent’anni dell’euro. “Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci- ha sottolineato ancora Juncker- mi rallegro di constatare che la Grecia, il Portogallo ed altri Paesi hanno ritrovato un posto tra le antiche democrazie europee”.

Il Parlamento greco conferma la fiducia a Tsipras

Il premier greco, Alexis Tsipras, ha ottenuto per un soffio la fiducia del Parlamento, ricevendo 151 voti su 300 deputati. Il voto era stato chiesto dal primo ministro dopo che il partito dei Greci Indipendenti dell’ex ministro della Difesa, Panos Kammenos, era uscito dalla coalizione. Kammenos era contrario all’accordo raggiunto lo scorso 11 gennaio con la Macedonia sul nome della repubblica ex jugoslava (Repubblica della Macedonia del nord). La fiducia ottenuta permetterà a Tsipras di guidare il governo fino alla naturale scadenza di ottobre.

Nel programma Afd l'uscita tedesca dall'Unione europea

Il partito populista tedesco di estrema destra Alternative fur Deutschland (Afd) è nel mirino dell’Ufficio per la protezione della Costituzione. “Abbiamo prime indicazioni che le politiche di Afd violino l’ordine costituzionale democratico” ha spiegato il capo dell’intelligence, Thomas Haldenweg. Intanto i delegati alla convention del partito che si è chiusa in Sassonia hanno approvato una mozione per chiedere che nel programma politico sia inserita la richiesta di un’uscita della Germania dall’Unione europea se non vi saranno radicali riforme in questa istituzione.