Sabato 11 Settembre 2010 ore 04:56
Welfare
Un anno fa la morte di Eluana Englaro, il padre: "Lotto informando"
Il 9 febbraio 2009 si spegneva la donna rimasta per anni in stato vegetativo. Beppino, battutosi per poterla lasciare morire: "Sul biotestamento sarà battaglia, il Parlamento ci lasci decidere"

ROMA - Lo Stato "non può decidere della vita di nessuno". Un anno dopo la morte di sua figlia (scomparsa il 9 febbraio 2009), Beppino Englaro non ha cambiato linea, tutt'altro. "La battaglia per Eluana- racconta in una intervista all'agenzia Dire- l'ho portata fino in fondo nei tribunali, si sa con quali conseguenze. Ora combatto per Beppino Englaro come cittadino, perche' non voglio che alcun Parlamento decida se mi devo curare o meno. Io so ragionare da solo e decidere da solo. E voglio che questa volontà sia rispettata. Per questo combatto facendo informazione, perché l'opinione pubblica è quella che conta. Anche se il Parlamento- spiega Englaro riferendosi al disegno di legge sul testamento biologico di cui si sta discutendo alla Camera- varerà una legge sbagliata, se la gente è informata darà battaglia in tribunale".

"Loro", i politici, "possono votare tutto quello che vogliono, la maggioranza ha i numeri per far passare le sue leggi- si appassiona Englaro- possono provare in questo modo ad ignorare le sentenze della magistratura, ma se la gente sa, se è informata correttamente si farà sentire, dirà alla politica: scordatelo di decidere per noi. E allora, se questa legge passerà, sono convinto che appena ci sarà un altro caso come quello di mia figlia- prosegue il papà di Eluana- la gente si rivolgerà ai giudici, la battaglia finirà in tribunale. Non serviranno referendum, andrà così: questa è una legge incostituzionale che priva i cittadini di libertà fondamentali".

La fiducia nei magistrati di Englaro è nota: a loro ha dedicato il suo ultimo libro, 'La vita senza limiti - La morte di Eluana in uno stato di diritto', edito da Rizzoli. In copertina gli occhi della giovane in una immagine prima dell'incidente. Era "una purosangue della liberta'", scrive Beppino nel libro.

Quando il papà di Eluana cominciò la sua battaglia qualcuno disse che voleva liberarsi di sua figlia, divenuta ormai un peso. Ma lui smentisce con forza: "Non ho mai voluto liberarmi di lei che, peraltro, era in cura nelle migliori strutture e, certo, non poteva rappresentare un 'peso' in tal senso. Volevo solo che mia figlia e la sua volontà fossero rispettate, Eluana ha subito una violenza terapeutica che doveva finire. In casa avevamo sempre parlato di vita, morte, libertà e dignità. Io so cosa voleva mia figlia, possono credermi o no, ma a me non importa, non devo convincere nessuno. Voglio solo che i politici lascino a ciascuno la libertà di decidere della propria vita". Alla domanda se voglia scendere in campo lui per condurre queste battaglie non come cittadino, ma come politico, Beppino Englaro risponde no, nonostante le voci che in più occasioni hanno paventato la sua candidatura. "Ho solo sostenuto la mozione Marino nel Pd- ricorda- un uomo che mi ha aiutato fino in fondo senza che glielo chiedessi. Mi è sembrato un politico diverso da tutti gli altri, per questo l'ho sostenuto, ma non ho velleità politiche. Faccio politica come cittadino ma non aspiro ad una funzione politica".

8 febbraio 2010