Sabato 11 Settembre 2010 ore 04:55
Emilia Romagna
Trasporti, Peri: su opere scelte fatte, ora serve scatto di operatività

Alfredo Peri (N.Bisio)
Alfredo Peri (N.Bisio)
BOLOGNA - "Confermare e dare uno scatto di operatività alle scelte compiute in questi anni". E' in questa formula che Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti, sintetizza gli obiettivi del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit) attraverso cui si pianificherà il settore per il periodo 2010-2020, al centro di un convegno "tra bilanci e prospettive" svolto oggi a Bologna. Il Prit precedente risale al 1998 e "sappiamo che per quanto riguarda le grandi opere necessarie all'Emilia-Romagna in dieci anni buona parte del lavoro è stato realizzato", dice Peri. Insomma, "non dobbiamo inventarci opere nuove ma serve uno scatto operativo" per portare a conclusione quelle già avviate o previste: si può fare, continua l'assessore, se ci sarà una condivisione degli obiettivi tra le Regioni, il Governo e la Comunità europea.

Tra i traguardi ancora non raggiunti, Peri cita le stazioni di Parma e Bologna e lo svecchiamento del materiale rotabile. Per la variante di Valico l'assessore prevede altri tre anni, mentre per la Cispadana inizia la prossima settimana l'iter della conferenza dei servizi e "stimiamo che nel 2013 o 2014 possa essere conclusa" l'opera. Più incerti i tempi della metropolitana di Bologna ("C'è una competenza della città" ma intanto "le risorse ci sono") e del Passante nord: "Siamo nelle mani del Governo, abbiamo bisogno che nell'interazione con l'Unione europea produca in concreto ciò che ha detto a parole", arrivando cioè all'affidamento diretto a Società Autostrade, "poi faremo anche più della nostra parte". Gennarino Tozzi, direttore operativo Sviluppo rete di Autostrade per l'Italia, conferma il 2013 per la realizzazione della variante di Valico e per il futuro assicura "un impegno forte in una regione centrale per la nostra attività e cuore della rete autostradale".

Sul fronte del trasporto ferroviario regionale, invece, la novità principale la spiega Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia: ovvero "il progetto di un nuovo contratto di durata maggiore e maggiore possibilità di investimento". L'obiettivo, in pratica, è di passare dall'attuale contratto triennale ad un'intesa valida sei anni (sulla scia di quanto si sta verificando nel resto d'Italia), a fronte dei quali Trenitalia si impegnerebbe ad investire 100 milioni di euro "per dare soluzione al problema più critico cioè l'età del materiale rotabile", che in media si aggira sui 20 anni.

Tornando al Prit del 1998, Peri traccia il bilancio di "10 anni intensi" ricordando che erano 31 i miliardi di euro previsti in investimenti: 16 per il settore stradale (per 2,1 miliardi di lavori realizzati, altri 9,3 in corso e 4,6 programmati) e 14,4 per quello ferroviario (11,5 realizzati, 1,6 in corso e 1,3 da realizzare). In parole povere "è più quello che è stato fatto di quello che resta da fare", commenta Peri. Ciò non toglie che sul fronte del trasporto collettivo "molti obiettivi non sono stati raggiunti", ammette l'assessore, e "si poteva fare molto di più, avendo le risorse e con una maggiore condivisione" degli obiettivi a livello nazionale. Anche perchè l'Italia "è un paese dove non si sa bene chi ha l'autorità e l'autorevolezza di decidere", continua Peri, e questo "ci ha consegnato una serie di fragilità" che spesso "ci hanno messo in grando imbarazzo" in particolare a livello europeo.

Tra le maggiori criticità del quadro regionale, Peri sottolinea la difficoltà di riequilibrare il sistema verso la mobilità collettiva e di mantenere le quote del trasporto pubblico (sia in termini di mercato che di passeggeri), la necessità di una riorganizzazione logistica, l'aumento del traffico pesante di puro attraversamento e la difficoltà di integrare la pianificazione urbanistico-territoriale e quella delle reti e dei servizi di trasporto. Molto resta da fare anche sul piano ambientale ed in particolare nella lotta ai gas climalteranti, mentre per quanto riguarda la sicurezza stradale c'è stata sì una riduzione di incidenti e vittime ma resta alto sia il tasso di sinistri a livello urbano ("con elevato coinvolgimento di utenza debole") sia quello di mortalità negli incidenti extraurbani, a causa soprattutto della velocità.

Tra gli obiettivi a cui è chiamato il prossimo Prit, infine, Peri sottolinea la necessità di "governare la domanda per puntare ad una buona mobilità" e di aumentare il grado di razionalizzazione ed integrazione. La Regione punta poi a portare al 15% la mobilità ciclabile e far aumentare i passeggeri sia del trasporto pubblico locale (del 10%) che del sistema ferroviario (del 100%).

8 febbraio 2010