Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:58
Welfare
Psicofarmaci a minori, prescrizioni 'facili' in molte città

ROMA - Giro di vite sulla somministrazione "disinvolta" di psicofarmaci ai bambini. Dopo la denuncia di ieri dei "sedicenti psicologi" che in Emilia-Romagna ignoravano le prudenze dell'Asl di Bologna e, anche quando non necessario, consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini iperattivi, arrivano segnalazioni di casi analoghi da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre citta'.

"Sono due anni- afferma Luca Poma, portavoce nazionale di 'Giù le mani dai bambini', campagna nazionale di farmacovigilanza pediatrica- che presso la competente Direzione generale del ministero della Pubblica istruzione giace una richiesta, completa di documentazione scientifica, per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola. Va evitato- spiega Poma- l'assalto da parte di 'sedicenti esperti' che stanno letteralmente invadendo le scuole propagandando l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica".

Il problema, prosegue Poma, "e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia". Il messaggio che si cerca di veicolare con questi 'corsi di informazione e specializzazione' per insegnanti e' che la strada per la soluzione del disagio e' la medicalizzazione. "C'e' una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia- sottolinea Poma-, che s'improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri genitori. Per forza, poi assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'Asl di competenza, giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli, e portati presso strutture dalla 'ricetta facile'".

Questo, conclude Poma, "dimostra che i protocolli dell'Istituto superiore di sanita' sono carenti: perche'- si interroga l'esperto- un bambino e' sano a Bologna e malato altrove?".

 

15 febbraio 2008