Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:41
Politica - Lazio
Radicali: "Rinvio del voto nel Lazio". No di Bersani. Polverini: "Si va avanti"
Pdl in sospeso, fra il ricorso al Consiglio di Stato e il nuovo pronunciamento dell'Ufficio elettorale sulla 'nuova' lista Pdl. Ma pesa la sentenza del Tar che giudica inapplicabile il decreto salva-liste del governo

ROMA - "Non sono una giurista e nemmeno voglio diventarla, quindi non ne ho la più pallida idea. Ci sono dei ricorsi, ma sinceramente non lo so". Così la candidata di centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, intervenendo alla trasmissione ‘Il Caffè’ su Rainews 24, risponde sulla possibilità che vengano rinviate le elezioni nel Lazio, dopo l'esclusione della lista Pdl sancita dal Tar, causa l'inapplicabilità del decreto salva-liste voluto dal governo essendo la legge elettorale materia di competenza delle regioni. Una sentenza che potrebbe vanificare l'eventuale via libera dell'ufficio elettorale di Roma alla 'nuova' lista Pdl presentata ieri nella Capitale, proprio grazie alla finestra concessa dal decreto: qualora ciò avvenisse, infatti, il Pd ha già annunciato ricorso al Tar, che difficilmente andrebbe contro la sua stessa sentenza a favore della competenza regionale esclusiva in materia. Anche da qui l'ipotesi che vuole il governo seriamente orientato verso il rinvio del voto nel Lazio. "Io mi sto occupando soltanto di fare campagna elettorale- aggiunge comunque Polverini- Sono tre mesi che mi occupo dei problemi che interessano le persone".

"SBANDAMENTO FRA GLI ELETTORI CON QUESTO CAOS" - "Sto girando tutta la regione da tre mesi- insiste Polverini- e in questa ultima settimana c’è stato uno sbandamento degli elettori di tutti i partiti. Senza contare che sono state scritte cose non vere. Si è sostenuto che non solo la lista del Pdl era esclusa dalla competizione elettorale, ma anche il listino e addirittura la mia lista civica, che ho presentato io personalmente e che è stata accettata subito in tutte le province del Lazio- sottolinea la candidata-. Anche ieri, subito dopo il respingimento del Tar sul ricorso del Pdl, alcuni giornali su internet hanno titolato 'Polverini senza candidati'. Non è vero. Ci sono i candidati di tutte le altre liste che mi sostengono". Secondo la candidata di centrodestra, quindi, "di fronte alla confusione, la politica viene delegittimata nel suo complesso".

PANNELLA: "SANATORIA PER LE FIRME E RINVIO DI 30 GIORNI DEL VOTO" - Una sanatoria per le firme delle liste già presentate e il rinvio di un mese delle elezioni regionali nel Lazio. E' questa l'ipotesi a cui stanno lavorando i Radicali, riuniti da questa mattina nella loro assemblea nazionale per fare il punto sulle iniziative da intraprendere dopo l'approvazione del decreto 'salva-liste'. A riferirlo è Marco Pannella: "Noi vogliamo che siano normalizzate e regolarizzate le elezioni che altrimenti verrebbero annullate successivamente con grave scandalo dalla giustizia italiana e dalla giurisdizione europea". In che modo? "Una sanatoria sul piano delle firme per coloro che hanno già presentato nei termini previsti le liste- precisa Pannella- e, per poter consentire un minimo di campagna elettorale seria e fatta bene, spostare di trenta giorni la consultazione per avere quattro settimane piene di campagna elettorale e mettere a posto questo casino in cui si sono messi tutti quanti". Sulla proposta dei Radicali, "dovrebbero e potrebbero essere d'accordo gran parte delle forze di centrosinistra", afferma Pannella nel suo intervenento all'assemblea del partito. "Vorrei che su questa proposta- continua lo storico leader radicale- si esprimessero le varie componenti del centrosinistra e anche dell'altro schieramento". Secondo Panella, infine, la proposta avanzata oggi dovrebbe essere uno degli obiettivi della manifestazione convocata sabato, dal momento che questa "non deve essere solo di protesta".

BERSANI: "RINVIO? UN ALTRO PASTICCIO, PER AMOR DI DIO..." - Pier Luigi Bersani boccia senza incertezze ipotesi di un rinvio delle elezioni regionali nel Lazio: "Per l'amor di Dio, sarebbe un altro pasticcio", dice il segretario del Pd alla Camera. "Stanno sommando turbamento a turbamento- spiega a proposito delle richieste che provengono dal Pdl- sommano pasticci a pasticci. Chiedo al centrodestra di raffreddare la testa, di riposarsi un attimo e non avanzare ipotesi, come vedo fare ad alcuni ministri". Il messaggio del leader democratico agli esponenti della maggioranza è chiaro: "Raffreddino la testa, perchè c'è una scadenza elettorale con delle operazioni di validazione in corso. Punto e basta".

"IN PIAZZA ANCHE PER PARLARE DEI PROBLEMI DEGLI ITALIANI" - Bersani conferma poi che il Pd sarà in piazza sabato contro il decreto salva-liste del governo, che pure non ha impedito al Tar del Lazio di escludere la lista Pdl a Roma, ma anche per parlare dei problemi degli italiani. "Pasticcio dopo pasticcio- dice Bersani- questa maggioranza sta impedendo agli italiani di parlare dei loro problemi. Noi faremo una grande mobilitazione non solo per protestare" contro le decisioni in materia elettorale, "ma anche per affermare che per noi le priorità sono due: democrazia e lavoro".

POLVERINI, VERTICE DA BERLUSCONI: "BENE, SI VA AVANTI" - "E' andata bene, abbiamo concordato iniziative per la campagna elettorale". E' quanto ha affermato la candidata del centrodestra alla Regione Lazio, Renata Polverini, uscendo da Palazzo Grazioli dove si e' svolto un vertice con il premier Silvio Berlusconi, i coordinatori del Pdl e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. A chi le chiedeva cosa accadra' in caso di bocciatura del tribunale sulla presentazione della lista del Pdl, Polverini ha detto che "si continuera' per la strada che si e' decisa. Rinvio del voto? Lo sento adesso, non lo so". Il sindaco Alemanno ha aggiunto solo che "ci saranno comunicati ufficiali".

IL NO DEL TAR, PDL AL CONSIGLIO DI STATO - E' di ieri sera alle 19 la notizia che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Pdl dopo l'esclusione dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo della lista provinciale di Roma. A nulla, dunque, è valso il decreto salva-liste del governo, secondo il tribunale amministrativo inapplicabile rispetto alla norma regionale che regola la presentazione delle liste. "Sono motivazioni lunghissime". Così Ignazio Abrignani, responsabile dell'ufficio elettorale nazionale del Pdl, ha commentato la decisione del Tar del Lazio. "Attendiamo di leggere le motivazioni- ha spiegato ai giornalisti presenti fuori dal Tar- per valutare eventuali passi successivi come il ricorso al Consiglio di Stato". Ovviamente, però, si aspetta anche di conoscere la decisione della commissione elettorale del Tribunale di Roma, che deve pronunciarsi oggi sulla lista nuovamente presentata ieri mattina: la ripresentazione è infatti avvenuta in base al decreto del governo, che ha sostanzialmente concesso altre 24 ore, oggi appunto, per completare la procedura di presentazione della lista. Il Pdl comunque presenterà ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

PD: "E LISTA PDL ACCETTATA, RICORSO AL TAR" - - E se adesso l'Ufficio elettorale del Tribunale di Roma dovesse accettare l'ammissione della 'nuova' lista del Pdl, il Pd farà nuovamente ricorso al Tar. Lo ha detto Federico Vecchio, uno dei legali del Partito democratico: "Se la lista presentata oggi fosse accettata- le sue parole- andremo al Tar, che in questa sentenza ha già spiegato che il decreto del governo (il cosiddetto salva-liste, ndr) nel Lazio non è applicabile".

NAPOLITANO: "I CITTADINI SI RICONOSCONO NELLA COSTITUZIONE" - "Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, è profonda tra gli italiani e le italiane la condivisione di quel patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica". E' un passaggio del discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri durante la cerimonia al Quirinale in occasione della celebrazione della giornata internazionale della donna. Parole che cadono nei giorni in cui è forte la divisione fra gli schieramenti politici dopo il decreto del governo sulla legge elettorale per le regionali, firmato dal capo dello Stato, che ha permesso il recupero delle liste Pdl in Lombardia e nel Lazio, inizialmente escluse per presunte irregolarità.

9 marzo 2010