Martedì 7 Settembre 2010 ore 09:24
Welfare
Nuove pagelle per le università, prof improduttivo? Paga l'ateneo

ROMA - Il prof è improduttivo e non fa ricerca? A rimetterci sarà il suo ateneo che perderà punti rispetto alle altre università e riceverà, dunque, meno fondi. Riparte la valutazione dell'attività scientifica di campus universitari e enti di ricerca. Ad occuparsene, in attesa dell'attivazione della nuova agenzia preposta (l'Anvur) sarà ancora una volta il Civr, il Comitato nazionale di valutazione della ricerca.

Le università, dopo la classifica della scorsa estate che le ha divise tra virtuose e non, infatti, hanno chiesto che per assegnare i fondi in base al merito si possa contare su dati più freschi: le ultime 'pagelle' sono ferme ai primi anni del duemila. Di qui la decisione del ministero di rimettere in moto la macchina dei valutatori che dovranno vagliare i risultati ottenuti da enti e atenei tra il 2004 e il 2008. Con nuovi criteri. Uno su tutti la produttività media. In pratica, se ci sono professori o ricercatori che non hanno lavorato bene o non hanno lavorato affatto la loro improduttività peserà sul risultato finale del dipartimento a cui appartengono. La bozza di decreto ministeriale è stata già inviata agli organi competenti.

"La vera prima novità, comunque- fa notare Andrea Lenzi, presidente del Cun, Consiglio universitario nazionale, organismo di consulenza del ministero dell'Università che ha vagliato la bozza di regolamento sulla valutazione del ministero, approvandola- è che si riparte con la valutazione, che era ferma a prima del 2004. Visto che ora i fondi si distribuiscono anche in base al merito era necessario fornire dati nuovi".

Inoltre, stavolta sarà valutata una quantità "doppia" rispetto al passato di prodotti scientifici perché "sarà coinvolta tutta la comunità degli studiosi". Saranno oltre 100mila i prodotti esaminati. "E per la prima volta si terrà conto anche dei cosiddetti indici bibliometrici, ovvero delle citazioni, ricevute da uno studio".

In pratica, conterà anche quanto una produzione scientifica è 'famosa'. Questo grazie a specifiche banche dati internazionali fino ad ora non disponibili. E poi, appunto, la produzione dei singoli peserà su tutta la struttura a cui appartengono. Ogni elemento della comunità scientifica, infatti, dovrà fornire due prodotti. "Se in un dipartimento- fa un esempio Lenzi- ci sono due docenti improduttivi su cento, magari sul risultato la cosa non peserà molto. Ma se ce ne sono 40 su cento allora gli altri non la prenderanno bene".

Per stilare le loro pagelle i valutatori (si ricorrerà anche a peer review - giudizi - di soggetti esterni al Civr) dovranno tener conto di pubblicazioni su note riviste scientifiche, libri o loro capitoli, brevetti depositati, ma anche disegni, oggeti di desgin, prototipi purché forniti di una documentazione che consenta di valutarli.

Università ed enti di ricerca dovranno trasmettere informazioni anche su entrate derivate dalla vendita di brevetti, imprese nate da progetti di ricerca (spinn-off), presenza nelle strutture di ricercatori internazionali. Metro di valutazione saranno la rilevanza dei prodotti, la loro originalità.

Perseranno anche il potenziale internazionale e le ricadute socio-economiche pure se solamente potenziali. Il rapporto finale sarà stilato entro dodici mesi dalla pubblicazione del bando che attiverà ufficialmente il processo di valutazione. In base ai voti ottenuti dipartimenti, atenei e enti di ricerca saranno classificati in appositi ranking. "Chiederemo al ministero di utilizzare quelle classifiche- dice Lenzi- per l'attribuzione dei fondi ai meritevoli anche se non si farà in tempo per quest'anno. Nel frattempo chiederemo parametri diversi da quelli usati lo scorso anno che si sono dimostrati inadatti".

8 febbraio 2010