Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:35
Welfare
Licenziamenti, intesa sull'arbitrato. La Cgil non firma: "Incostituzionale"
Cisl-Uil e imprenditori firmano al ministero una 'dichiarazione comune' sul nuovo strumento per risolvere le controversie di lavoro. Sacconi: "Ora basta polemiche eccessive"

ROMA - E' stata raggiunta un'intesa sull'utilizzo dello strumento dell'arbitrato nelle controversie di lavoro. I sindacati e le associazioni dei datori di lavoro hanno sottoscritto una 'dichiarazione comune' che riconosce "l'utilità dell'arbitrato, scelto liberamente e in modo consapevole dalle parti" ed esclude che la scelta del ricorso all'arbitrato possa avvenire al momento dell'assunzione e riguardi le controversie relative al licenziamento. Il testo, proposto dalla Cisl e dalla Uil al tavolo convocato al ministero del Lavoro per affrontare il tema di orari di lavoro più flessibili, non è però stato firmato dalla Cgil. "Le parti- si legge nell'intesa- si impegnano a definire con tempestività un accordo interconfederale, escludendo che il ricorso delle parti alle clausole conpromissorie, poste al momento dell'assunzione, possa riguardare le controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro".

EPIFANI: "INTESA INCOSTITUZIONALE" - "Il collegato lavoro è incostituzionale perchè viola, tra gli altri, l’articolo 24 della Costituzione che riconosce il diritto di ogni cittadino a ricorrere al giudice per difendere i propri interessi". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che aggiunge: "Dunque anche l’avviso comune, chiaramente preordinato da Sacconi e dagli altri firmatari, assume un carattere incostituzionale. Nessuno si illuda: la Cgil risponderà sia sul piano legale che su quello sindacale a questo attacco ai lavoratori per tutelarli nella loro prerogativa a difendere i propri diritti come meglio credono, a cominciare dai diritti dei lavoratori più giovani e più deboli". Secondo Epifani "prosegue il disegno che punta ad abbassare tutele e diritti. Le imprese si assumono così un'ulteriore responsabilità verso i lavoratori proprio mentre, a causa della crisi, centinaia di migliaia di persone sono in cassa integrazione o perdono il proprio lavoro". Inoltre, "il segretario della Cisl aveva affermato che non avrebbe acconsentito ad alcun ricatto nei confronti dei lavoratori al momento dell’assunzione: ma il senso dell’intesa sottoscritta oggi è esattamente questo. Così- avverte la Cgil- si dividono ancora di più le strade fra i sindacati e tutto questo rafforza le ragioni dello sciopero di domani e la Cgil continuerà con tutte le forme di mobilitazione necessarie per vincere questa battaglia". "Non si pensi- conclude Epifani- di nascondersi dietro l'esclusione dall'arbitrato dell'articolo 18, cosa peraltro tutta da verificare, perché la legge riguarda l’insieme di tutti i diritti e ogni altro aspetto della vita e delle condizioni dei lavoratori".

SACCONI: "ARBITRATO UTILE, STOP ALLE POLEMICHE" - "Il governo rispetterà la posizione espressa dalle parti secondo cui la clausola compromissoria all'atto dell'assunzione non possa riguardare la risoluzione del rapporto di lavoro". Lo assicura il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, al termine del tavolo riunito al ministero che ha raggiunto un accordo sull'arbitrato. Se le parti non dovessero formalizzare l'intesa, secondo quanto previsto dalle nuove norme, in ogni caso l'arbitrato verrà escluso tra le possibilità per i licenziamenti con la decisione assunta al momento dell'assunzione. Sacconi che "apprezza e condivide" la dichiarazione comune delle parti anche per "l'utilità" riconosciuta all'arbitrato", spera che possa così finire "la polemica esasperata e con toni eccessivi" sull'articolo 18 che "ha accompagnato anche l'approvazione della legge Biagi".

11 marzo 2010