ROMA - "Stanno tentando di fare una grande insopportabile porcheria". E il caos sulle liste del Pdl "non è un caso ma un disegno molto ben pensato". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, partecipa a una manifestazione elettorale a Roma con la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio (dove la lista del Pdl è stata esclusa per irregolarità nella presentazione), Renata Polverini, e va decisamente all'attacco. "E' il colmo l'atteggiamento di questa magistratura- afferma-, di questi signori della sinistra e di questi giornali che mettono tra virgolette le parole del presidente del Consiglio che non ha mai pronunciato. Vergogna!!". Il premier alza la voce e dice che questa sinistra e questi magistrati "hanno una cultura eversiva e vogliono vincere eliminando i loro avversari politici, com'è stato in Unione Sovietica. Non ne possiamo più".
Resta l'ottimismo di fronte al ricorso del Pdl al Consiglio di Stato per la riammissione della lista: "Ho ancora fiducia nella magistratura del Consiglio di Stato che riammetta le nostre liste a Roma. Non può chiudere gli occhi, non ha nessuna ragione per negare al primo partito italiano di essere presente a Roma e provincia".
In ogni caso, "se le nostre liste non fossero riammesse bisogna dire a tutti che è molto facile votare: bisogna fare una 'x' sul nome di Renata Polverini". Ai candidati consiglieri che potrebbero essere esclusi, "io e Renata garantiamo che premieremo il merito e che saranno loro i protagonisti della giunta".
BERSANI: "BASTA, IL PREMIER E' UN DISCO ROTTO" - "Ormai è un disco rotto, a Berlusconi direi basta". Così da Reggio Emilia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, risponde al presidente del Consiglio che ha ha parlato di "grandi e insopportabili porcherie" della sinistra e dei giudici ai danni del Pdl. "Cosa dovrebbero dire- prosegue Bersani- tutte le liste che sono state escluse in queste elezioni e tante volte in quelle precedenti? Basta, finiamola lì e discutiamo dei problemi della gente". Al premier, secondo il quale c'è un disegno dietro l'esclusione delle liste del Popolo delle libertà nel Lazio, il segretario del Pd replica ancora: "Ma che disegno, se la sono cercata loro, hanno fatto un pasticcio, hanno fatto un decreto su misura sbagliando la misura". Quindi, chiede Bersani, "cosa vogliono da noi? Si mettano tranquilli e ci consentano di fare una campagna elettorale che parli di scuola, sanità e lavoro. Non possiamo andare avanti per due settimane parlando di complotti assurdi e favoleggiando di attacchi della sinistra". Insomma, conclude Bersani, "il capo del governo deve fare il capo del governo, non può sempre fare il capo partito o il capolista, si deve tornare alla normalità ".
11 marzo 2010

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:35























