ROMA - "In quello che e' accaduto non vi e' stata alcuna responsabilita' riconducibile a nostri dirigenti e funzionari come invece si vuol fare credere. Ai nostri delegati e' stato impedito" di depositare le liste. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa nella sede del Pdl. Berlusconi si dà dell'"inquisitore" e ricostruisce quanto accaduto all'atto della presentazione della lista, "per reagire - dice - all'assoluta disinformazione a riguardo diamo una ricostruzione fedele dei fatti, depurata da tutte le versioni interessate e maliziose della stampa". Il premier attacca a tutto campo: ad impedire "violentemente ai nostri due rappresentanti di riportarsi vicino alla documentazione che era vicino alla porta della cancelleria" sono stati rappresentanti di altre liste "e in particolare dei Radicali". A quel punto i due delegati del Pdl "chiedevano l'intervento del magistrato ma il presidente dell'ufficio circoscrizionale dottor Durante, insieme al magistrato Anna Argento, anziche' ristabilire l'ordine, decideva incredibilmente di escludere i delegati del Pdl". Il premier aggiunge che di fronte alle proteste del delegato Pdl "il dottor Durante avrebbe dato precisa rassicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso".
IL MANTRA - Lo ripete piu' e piu' volte Silvio Berlusconi, come un mantra: "Lo ripeto, e' stata impedita la presentazione della lista Pdl, non per colpa dei nostri dirigenti... ripeto non c'e' nessuna responsabilita' dei nostri dirigenti". "I delegati del Pdl alla consegna delle liste presenteranno denuncia alla Procura della Repubblica" su quanto accaduto due sabati fa all'ufficio centrale elettorale di Roma". Per Berlusconi non solo e' stata violata la legge, impedendo la registrazione dei presenti all'atto della consegna delle liste "ma e' stato infranto anche il buon senso, di avere un atteggiamento disponibile e collaborativo piuttosto che punitivo, purtroppo e' quello che e' avvenuto".
PD MESCHINO - "I nostri avversari partono con un vantaggio indebito, ma sono certo che anche con questa penalizzazione ingiustificabile e antidemocratica noi riusciremo a prevalere sui nostri avversari che avrebbero preferito correre da soli proprio come si usava in Unione Sovietica. La sinistra e' stata antidemocratica e meschina. Sono come una squadra di calcio che vuol scendere in campo senza avversari, con l'arbitro amico che chiude l'altra squadra negli spogliatoi. Credo che sia un'immagine che serva ad illustrare bene la situazione che si e' creata.
DL COSTITUZIONALE - Il dl salva liste e' "di assoluta costituzionalita'", si tratta di "un decreto solo interpretativo e di buon senso nei confronti di chi senza buon senso ha interpretato le disposizioni elettorali regionali. Io sono assolutamente sicuro, sulla base di pareri pro-veritate di insigni costituzionalisti, che ilgoverno e il presidente della Repubblica, abbiano deciso la validita' di questo decreto che porta la firma del capo dello Stato. Le norme sulle liste "vanno cambiate. Non ho pensato a una Authority- aggiunge- ma credo che le norme devono essere cambiate, lo hanno gia' fatto 9 Regioni". Quello su cui occorre riflettere, continua il premier, "e' che le liste che vengono ammesse" abbiano "un effettivo seguito", e che "quelle che non ce l'hanno non meritino di essere inserite".
NESSUN RINVIO - "Non abbiamo mai pensato a un rinvio, a uno slittamento" delle elezioni regionali. In caso di conferma dell'esclusione della lista Pdl anche
nell'ultimo grado di giudizio amministrativo, il premier spiega: "Concentreremo i nostri sforzi per far prevalere Renata Polverini che e' ha il suo listino che contempla anche molti nostri consiglieri. Daremo una lezione alla sinistra".
IN PIAZZA IL 20 - Silvio Berlusconi conferma che il Pdl scendera' in piazza a Roma il 20 marzo "per difendere il diritto al voto". E aggiunge: "Dopo tante manifestazioni della sinistra e dintorni ho ceduto alle richieste dei coordinatori e abbiamo deciso di fare una manifestazione il 20 marzo a Roma". Ma, ha poi specificato il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda, non sara' una manifestazione di protesta: "Noi non siamo abituati a protestare, sara' piuttosto una manifestazione di proposta", ha concluso rilanciando il suo programma: il piano casa, il verde, la lotta alla burocrazia. Fini non parteciperà ? "Il presidente Fini e' il presidente della Camera, terza istituzione dello Stato. Questa e' la mia risposta".
LA CONTESTAZIONE - Il premier, di fronte alla domanda di un giornalista gli toglie la parola e invita il servizio d'ordine ad accompagnarlo alla porta. "Lei e' fuori ordine- dice Berlusconi- in questo momento non ha l'opportunita' di intervenire. Potete accompagnarlo fuori?", chiede poi ai collaboratori. A questo punto una giornalista prende le difese del collega. Berlusconi risponde secco: "Si tratta di un giornalista che interrompe in maniera sgarbata i colleghi... Non abbiamo preconfezionato nulla". Ritorna il giornalista zittito che chiede a gran voce la parola. E Berlusconi replica: "Lei e' un villano, i villani meriterebbero ben altra cortesia rispetto a quella che io sto avendo nei suoi confronti. Si vergogni". Poi viene riferito al presidente che non si tratta di giornalista. E Lui: "E' solo un provocatore, un villano", ribadisce. Il 'duello' continua anche al termine della conferenza stampa nella sede del Pdl. "Lei si sta rendendo volgare e ridicolo- dice il premier mentre il giornalista gli chiede chiarimenti sull'Aquila- io capisco perche' lei sia cosi' arrabbiato. La mattina quando lei si pettina davanti allo specchio, si e' gia' rovinato la giornata". Il cronista intanto continua a porre domande in tono provocatorio. Berlusconi perde la pazienza: "Questa- dice- e' una conferenza stampa, e non e' per gli individui come lei ma per i giornalisti". Il cronista non molla. E il premier ribatte: "A nessuno di noi passerebbe nemmeno per la testa di andare a disturbare una conferenza stampa di un leader della sinistra in un momento come questo. Questo dimostra la sua sensibilita'. Questa e' la sinistra- dice il premier indicando il contestatore- la sinistra con cui abbiamo a che fare", dice Berlusconi abbracciando Renata Polverini (che non ha pronunciato nemmeno una parola in conferenza stampa, ndr)
NESSUNA IRA - "Anche in base a questa ulteriore prova di antidemocraticita' della sinistra, tutti i nostri elettori e tutti i nostri simpatizzanti, che amano la democrazia e la liberta', devono gettare il cuore oltre l'ostacolo ed essere capaci di un impegno e di una passione raddoppiata. Io non sono mai stato pessimista, ho sempre avuto fiducia negli altri. I giornali si sono esibiti, addirittura sfidati, nell'attribuirmi stati d'animo che non mi appartengono. Io non mai stato irato una volta sola nella mia vita- aggiunge- L'ira non e' uno stato d'animo che mi caratterizza. L'ira e' uno stato d'animo che mette in un cantuccio la ragione". Il premier continua: "Posso essere stato angosciato, anche arrabbiato, me sempre rimanendo lucido".
10 marzo 2010

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:37























