ROMA - "Valutate le circostanze e considerato l'alto numero degli emendamenti presentati, 1.685, pongo a nome del governo la questione di fiducia al disegno di legge sul legittimo impedimento". Lo ha annunciato nell'aula del Senato Elio Vito, ministro per i Rapporti con il Parlamento. Mentre Vito annunciava la fiducia, dai banchi dell'opposizione si sono alzate urla verso i banchi della presidenza. Tanto che il presidente dell'assemblea, Renato Schifani, ha dovuto richiamare più volte i senatori per consentire al ministro di concludere il suo intervento.
SENATRICI, MAGLIETTA DI PROTESTA - "Etiam sì omnes, ego non" ('se anche tutti, io no'). E' quanto si legge sulla maglietta bianca indossata da una decina di senatrici del Pd, indossata durante la discussione in aula sul ddl sul legittimo impedimento. Emanuela Baio spiega che si tratta del "motto dei giovani universitari tedeschi della 'Rosa bianca' usato come forma di protesta durante il nazismo per dire no a un sistema dittatoriale". Noi, dice Baio, la indossiamo per protestare "contro le leggi 'ad personam' che ora diventato anche 'leggi ad listam' e per protestare contro questo modo barbaro di abbattere la democrazia". Tra le senatrici che indossano la maglietta, oltre alla Baio, ci sono anche Colomba Mongiello, Silvana Amati, Fiorenza Bassoli, Marina Magistrelli e Cinzia Fontana.
OPPOSIZIONE, DURO OSTRUZIONISMO - Pioggia di emendamenti dell'opposizione al disegno di legge sul legittimo impedimento. Sono infatti 1.685 le proposte di modifica presentate da Pd (1.585), Idv (93) e Udc (7), mentre sono tre le questioni pregiudiziali presentate rispettivamente da Pd, Idv e radicali e votate in mattinata. Pd e Idv hanno annunciato un'opposizione durissima e ostruzionismo in aula al disegno di legge che consente al premier e ai ministri per 18 mesi di 'saltare' le udienze nei processi penali in cui sono imputati presentando una 'giustificazione' certificata da Palazzo Chigi. L'ostruzionismo è stato deciso dopo il varo del decreto salva-liste voluto dal governo per sanare la situazione in Lazio e Lombardia, dove erano state escluse le liste del partito in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.
I primi effetti si sono subito visti in aula in mattinata. Il Pd, con un intervento del senatore Francesco Sanna, contesta le modalità di scrittura del verbale dei lavori dell'assemblea votato in apertura di seduta. Subito dopo il senatore Carlo Pegorer chiede la verifica del numero legale che non c'è e dunque al presidente del Senato, Renato Schifani, non rimane che sospendere per 20 minuti i lavori dell'aula.
9 marzo 2010

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:53























