ROMA - "Ignazio Marino è ambiguo. Io mi candido alla leadership morale del partito". Paola Binetti non ci sta. Se il chirurgo e senatore del Pd, cattolico ma vicino all'area laica del partito si candiderà al congresso in ottobre, anche lei scenderà in campo per quella che definisce "la guida morale del Pd". La leadership organizzativa, osserva, "non si improvvisa, per quella ci vogliono competenze e strutture che io non ho- aggiunge- ma intendo valorizzare con un impegno personale forte, mio e di altre persone, quei valori cattolici di cui il Pd ha assolutamente bisogno per rappresentare un'alternanza a Berlusconi. Anche perchè se il partito non diventa un serio interlocutore del mondo cattolico, non si schioda dal 25%".
La deputata Teodem è chiara: "Io sono disposta a impegnarmi a fondo in questa battaglia interna per dare una testimonianza alta e forte dei valori cattolici. Condurremo una critica spietata a ogni sorta di operazione ambigua".
REALACCI: POTREI CANDIDARMI PER GLI AMBIENTALISTI - "Prima di tutto dunque occorre un impegno massimo sui ballottaggi. Subito dopo bisognerebbe cominciare a ragionare sulle idee forza del Pd e francamente per ora vedo prevalere una logica su quello che si era e sul richiamo al passato e alle vecchie appartenenze". Lo dice a Radio Radicale il responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci. A chi gli chiede se allora si candida alla segreteria spiega: "O io o qualcun altro". "Ho grande stima di D’Alema– spiega- ma è chiaro che se dessimo l’idea di rifare la 'Cosa4' perderemmo quello che abbiamo fatto, e lo stesso vale se dessimo l’idea di un asse di governo del partito fatto da ex comunisti ed ex democristiani. Se fosse così avremmo già perso. Queste tradizioni sono una parte costitutiva del Pd ma il centro della nascita del Pd è la sfida del futuro, una nuova sintesi. Una delle grandi sfide dell’economia riguarda la qualità dello sviluppo e l’ambiente, questo per ora non c’è nel dibattito sulle candidature del Pd".
Realacci sottolinea che la tematica ambientalista "e’ un tema che deve essere al centro del Pd e può anche produrre un’altra candidatura. Se questo non fosse, come attualmente non è, un punto centrale delle candidature di cui si parla meriterebbe un confronto congressuale con una candidatura di segno fortemente legato all’ambiente, all’innovazione, alla qualità , al territorio , ai temi dell’impresa e del lavoro. Questo non c’è nelle candidature per come sono oggi presentate".
LETTA: ALLEANZE AL CENTRO - "I ballottaggi sono la prima rivincita. Il risultato elettorale dimostra che il Pd deve cambiare il sistema delle alleanze. E sportarlo verso il centro". Così Enrico Letta parlando a Fidenza a margine di una manifestazione elettorale per il ballottaggio nella provincia di Parma.
"Questo deve avvenire per il futuro- sottolinea l'esponente Pd- ma anche per il presente, a partire dai ballottaggi del 21 giugno. E il tutto deve avvenire alla luce del sole attraverso i necessari apparentamenti".
12 giugno 2009

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:37























