Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:05
Welfare
Giro di vite contro gli stupratori: stop agli arresti domiciliari

ROMA - Giro di vite contro gli autori di stupri e violenza sessuale. L'aula del Senato ha approvato l'emendamento della Lega Nord al disegno di legge sulla sicurezza che impedisce la concessione degli arresti domiciliari, così come dei benefici di pena, ai criminali. L'emendamento stabilisce anche l'arresto in flagranza per chi compie violenza sessuale, violenza sui minori e violenza sessuale di gruppo. I violentatori saranno quindi tenuti in carcere e non potranno usufruire di altri benefici della legge Gozzini come l'affidamento in prova ai servizi sociali, il regime di semiliberta, i permessi premio e la liberazione anticipata. In pratica, come gia' e' previsto per i reati di mafia, anche per chi stupra ci sarà l'obbligo della custodia cautelare in carcere.

La votazione si è svolta per alzata di mano. Il Pd (con alcuni dissensi interni) ha votato a favore pur sottolineando che il Parlamento non puo' legiferare "sull'onda dell'emotività". L'Udc si è astenuta perchè chiedeva che tra i reati per cui prevedere la custodia in carcere obbligatoria fosse inserito anche l'omicidio.

Prima della votazione l'aula si è infatti intrattenuta in un lungo dibattito sul fatto che non viene prevista la stessa esclusione dagli arresti domiciliari per chi si macchia di reati altrettanto gravi come l'omicidio o la strage.

PATROCINIO GRATUITO ALLE VITTIME - L'aula del Senato ha poi approvato anche l'emendamento dei relatori al ddl sicurezza, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, che prevede il gratuito patrocinio dello Stato alle vittime di violenza sessuale, violenza minorile e violenza sessuale di gruppo indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

ALEMANNO: "UNA BUONA NOTIZIA" - "Una buona notizia". Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commenta l'approvazione in Senato dell'emendamento che proibisce gli arresti domiciliari per gli accusati di stupro.

"La vittima della violenza- spiega il sindaco- già ferita nella propria dignità subisce un colpo ulteriore quando vede il suo aguzzino uscire dopo due giorni dal carcere. E poi c'è il rischio emulativo per quelle persone che possono pensare di compiere un atto così aberrante e farla franca".

FINOCCHIARO: "INASPRIMENTO PENE, MA MAGGIORANZA POPULISTA" - Mi pare che ci sia stato un uso molto strumentale di questa partita, come a tenere due palcoscenici accesi, uno alla Camera e uno al Senato, da parte delle forze della maggioranza. E questo non credo sia un buon servizio ai diritti delle donne. Inoltre, ci troviamo dentro un provvedimento che ha davvero piu' ombre che luci e che in qualche modo sta anche scardinando il nostro sistema penale e procedurale". Così Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, commenta il dibattito e l'esito della votazione dell'aula che ha portato all'approvazione dell'emendamento della Lega che elimina gli arresti domiciliari per chi ha commesso un reato di violenza sessuale. Insomma, aggiunge l'esponente del Pd, "è come dire che è meglio fare annunci che lavorare perché i processi funzionino e che in tempi brevi si dia certezza della pena. Si tengono due palcoscenici accesi sui quali fare un po' di demagogia, un po' di populismo, un po' di propaganda politica".

Quindi si è trattato di un voto emotivo sull'onda degli episodi di violenza di questi giorni? "Sì, è la mia preoccupazione", dice Finocchiaro, "poi ovviamente noi siamo d'accordo che si inaspriscano le misure nei confronti degli stupratori, ma il legislatore deve essere capace di considerare le aule del parlamento come il luogo della razionalità, della competenza e non il luogo su cui giocare partite politiche, strumentali, demagogiche talvolta solo simboliche".

4 febbraio 2009