Martedì 7 Settembre 2010 ore 09:25
Politica
Fiat, Scajola: "8-10 offerte per Termini Imerese, vertice il 5 marzo"

Claudio Scajola
Claudio Scajola
ROMA - "Noi riteniamo che ci sia ancora spazio per Termini Imerese, ma prendiamo atto della decisione della Fiat di ridurre la produzione su quattro stabilimenti principali. Abbiamo chiesto, però, che aumentasse la produzione di auto in Italia e la Fiat la porterà da 650 mila a 900 mila pezzi, quindi con una grande crescita di lavoro". Così il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenendo a La telefonata, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda all’interno di Mattino Cinque, su Canale 5. Per Termini, continua il ministro, "abbiamo circa otto-dieci offerte, che stiamo valutando al ministero dello Sviluppo economico e che presenteremo il 5 marzo al Tavolo dell’auto che abbiamo convocato per valutare quale di essa possa garantire i posti di lavoro. Abbiamo tempo un anno e mezzo prima che la Fiat cessi la produzione".

Ma ci sono preoccupazioni anche per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. "Oggi Pomigliano soffre la crisi della produzione Alfa Romeo, che è debole- ammette Scajola- Ma nell’accordo con la Fiat si prevede lo sviluppo di Pomigliano d’Arco trasferendo lì la produzione della Panda, che attualmente è il prodotto di punta. Quindi per quello stabilimento c’è un percorso di crescita".

"FIAT RICORDI CHE L'ITALIA LE HA DATO TANTO" - "Via le polemiche, ma la Fiat si ricordi che l’Italia e gli italiani hanno dato alla Fiat come la Fiat ha dato all’Italia. La Fiat- ricorda Scajola- ha avuto, come molte imprese industriali italiane, aiuti per lo sviluppo. Certo è che questi incentivi sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi e quindi di riuscire anche a vincere la battaglia per diventare padrona della Chrysler. Non dovranno essere restituiti, ma sono un grande impegno perché la Fiat sviluppi maggiormente la sua italianità e la sua presenza in Italia". Poi il ministro aggiunge: "In passato la Fiat ha dato diverse prove di poca attenzione all’auto, ma sono testimone diretto che da quando Marchionne è alla guida della Fiat si è investito molto sul settore dell’auto, che è diventato finalmente in suo ‘core business’, e questo le ha permesso di crescere in Italia e nel mondo".

8 febbraio 2010