ROMA - "Io propongo che, giunti a questo punto, il centrodestra rinunci a proseguire il meccanismo dei ricorsi nel Lazio e noi siamo pronti a fermare i ricorsi in Lombardia. Cerchiamo di determinare un clima nel quale finalmente sia possibile parlare delle cose che interessano i cittadini italiani". E' la proposta del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al Pdl, in merito al caos liste in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. "Nessuno di noi- dice Bersani- ha mai pensato e nemmeno architettato nulla per escludere le liste del Pdl. Prendiamo atto di una vicenda che ha mostrato la confusione e l'arroganza senza limiti del governo che non ha ammesso di avere commesso un errore nella presentazione delle liste. Ma ora mettiamo un punto fermo".
Quanto al premier, che in conferenza stampa ha escluso colpe del Pdl e ha accusato radicali e giudici per l'esclusione delle liste del Pdl in Lombardia (caso poi rientrato) e Lazio, Bersani afferma: "Berlusconi si è presentato ancora una volta più come un agitatore politico che come il capo del governo. Tra l'altro, con una ricostruzione dei fatti del tutto fantasiosa. Inutile prendersela con i magistrati: esiste un verbale dei carabinieri che chiarisce tutto. Direi che il Pdl si è denunciato da solo".
"DA LETTA TELEFONATA A COSE FATTE" - Altro capitolo: la maggioranza non ha chiesto la collaborazione del Pd per la soluzione del caso liste nel Lazio, a cominciare dal decreto salva-liste. "Ho ricevuto solo una telefonata, da Gianni Letta, un quarto d'ora prima del Consiglio dei ministri in cui è stato approvato" il decreto, spiega il segretario democratico, che aggiunge: "Gentilmente Letta mi informava che il Consiglio dei ministri avrebbe adottato il decreto. Io gli ho espresso la mia contrarietà ma loro non hanno chiesto la nostra collaborazione".
SABATO MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEL CAPO DELLO STATO - La piattaforma della manifestazione di sabato prossimo dell'opposizione, Pd e Idv su tutti, contro il decreto salva-liste del governo, sarà a sostegno del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Certo- risponde ai giornalisti Bersani- è una piattaforma positiva che si rivolge a tutti gli italiani e può essere apprezzata anche oltre il confine del Pd". A chi gli ricorda che diversi esponenti del Pd sono preoccupati per gli attacchi di Antonio Di Pietro al presidente della Repubblica, Bersani risponde: "Escludo che si possa attaccare Napolitano. Stiamo costruendo una piattaforma a cui tutti si atterrano e quella piattaforma è di critica netta al governo".
10 marzo 2010

Sabato 11 Settembre 2010 ore 05:02























