Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:07
Welfare
Superiori, la riforma slitta di un anno. Maestro unico facoltativo

ROMA - La riforma delle scuole superiori slitterà di un anno. La conferma alle indiscrezioni di metà giornata arriva dal ministero dell'Istruzione in una nota inviata per spiegare i contenuti dell'incontro a Palazzo Chigi tra governo (presenti il sottosegretario Gianni Letta e il ministro Mariastella Gelmini) e sindacati. Resta confermato per l'anno scolastico 2009/2010, invece, l'avvio dei cambiamenti per la primaria con il maestro prevalente.

Il provvedimento di riforma del sistema dell'istruzione e degli ordinamenti scolastici, spiega il ministero, "sarà portato in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre".

La riforma, spiegano dal dicastero di Viale Trastevere, "ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni".

Il provvedimento che viene presentato oggi ai sindacati e che sarà in Consiglio dei ministri il prossimo giovedì prevede l'avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo. Solo dal 1^ settembre 2010 partirà, invece, la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il 1^ settembre 2009, per dare modo, sottolineano dal ministero, "alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi". Sul secondo ciclo "si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti".

IL MAESTRO UNICO, A RICHIESTA - Il maestro unico ci sarà ma si terrà conto "delle specifiche richieste delle famiglie". Sarà, insomma, una delle opzioni possibili. Nella scuola dell'infanzia il modello delle 40 ore con le attività pomeridiane comprese resterà quello prevalente. Alla primaria e alle medie sarà salvaguardato il tempo pieno. E per il 2009/2010 sarà "congelato" l'incremento del numero massimo di alunni per classe, in attesa di riqualificare l'edilizia scolastica.

Sono questi i contenuti principali del verbale siglato dal governo dopo la riunione con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals-Confsal Cgu, Cida) a Palazzo Chigi. Presenti, per l'esecutivo, oltre al sottosegretario Letta, i ministri Gelmini e Renato Brunetta (Funzione Pubblica).

Undici i punti dell'intesa. Eccoli:

- SCUOLA INFANZIA: sarà garantito "prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione". È salvo, dunque, il tempo pieno. Il modello antimeridiano sarà "residuale".

- SCUOLA PRIMARIA: sono previste differenti articolazioni dell'orario: 24 (solo per le classi prime per l'anno scolastico 2009/2010), 27, 30 e 40 ore. In particolare, spiega il documento siglato, per "l'orario a 24 ore e 27 ore si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie". Il maestro unico sarà, insomma, opzionale. Nelle classi a tempo pieno ci saranno due insegnanti.

- ALUNNI PER CLASSE: per il 2009/2010, ferme restando le esigenze di risparmio previste dal Piano programmatico per la scuola, l'incremento del numero massimo di alunni per classe viene congelato, in attesa di riqualificare l'edilizia delle scuole. Un punto su cui ha pesato la tragedia di Rivoli.

- SECONDARIA DI I GRADO: l'orario potrà essere di 20 o 30 ore a seconda delle esigenze.

- DISABILI: sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni.

- SUPERIORI: rinviata di un anno l'attuazione dei regolamenti relativi alle scuole secondarie di II grado per dare tempo alle famiglie di informarsi sui nuovi percorsi di studio. I regolamenti sul primo ciclo e quelli sul dimensionamento della rete scolastica si attuano, invece, dal 2009/2010.

Il governo si è anche impegnato ad aprire un tavolo di confronto sui precari e a prevedere, se lo consentiranno i bilanci, "l'estensione di sgravi fiscali previsti in materia di salario accessorio" anche agli insegnanti. Brunetta ha poi detto sì alla revisione di alcuni meccanismi relativi alle visite fiscali in caso di malattia.

11 dicembre 2008