Non sorprende che l'idolo giovanile di Mazzinghi fosse Rocky Graziano, uno dei più grandi combattenti della storia della boxe. "Mi piaceva tanto come pugile e la sua storia era commovente, perché aveva subito tante angherie nella vita. Ero un ragazzo e fantasticavo di ripercorre le sue orme, di diventare anche io campione del mondo. La figura di Graziano mi spingeva a sacrificarmi, a rinunciare anche al cibo per raggiungere i miei obiettivi". Combattente Graziano, combattente Mazzinghi. Quasi inevitabile che per il campione toscano il più bel ricordo della carriera sia legato alla battaglia contro Ki Soo Kim, quella dei 60.000 di San Siro: "Quindici riprese con il fiato sospeso. Ho avuto la fortuna di trovare un avversario leale e tanto forte da potermi resistere, così da rendere immortale quel match. Io mi ero preparato benissimo: ci sarebbe voluta una fucilata per farmi fuori. La riconquista del titolo iridato rimarrà sempre nel mio cuore". Anche perché, dopo l'incidente automobilistico che gli aveva portato via la moglie e la doppia sconfitta con Nino Benvenuti, in pochi ci avrebbero scommesso: "Nessuno pensava che io potessi tornare come prima, tanti non credevano più in me. Nel pugilato quando la strada s'interrompe è difficile riprendersi. Però sia chiaro che i due incontri con Benvenuti io li considero due vittorie: tutti sanno come sono andate realmente le cose. Anche in altre occasioni ho pagato il fatto di non essere diplomatico e, nonostante i risultati raggiunti, altri pugili sono stati considerati più di me. Ma bisognerebbe parlare di questioni politiche e a me non va".
Meglio tornare alla boxe, a quella che ha regalato all'Italia tante medaglie alle Olimpiadi di Pechino, ad esempio: "Ho seguito i ragazzi e alcuni non sono male. Certo, lo stacco tra il pugilato dei miei tempi e quello di oggi è forte: all'epoca c'erano certi figuri... Diciamo che ogni stagione ha i suoi frutti". E di frutti Mazzinghi è un intenditore, visto che dalla sua tenuta esce, fra le altre cose, un vino di cui si parla benissimo: "Mi piace regalarlo, fare contente le persone che mi sono sempre state vicine. Le stesse che saranno con me anche per questo compleanno speciale e alle quali racconterò qualcuna delle mie avventure sportive". Le avventure di un uomo, di un pugile, di un combattente. Auguri campione!
2 ottobre 2008

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:03























