Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:08
Sport
Calciopoli, la Corte dei Conti: "Lesa l'immagine dello sport"

ROMA - "Hanno leso l'immagine dello sport nel nostro Paese". Sono responsabili di questo e altro, per il viceprocuratore generale della Corte dei Conti, Ugo Montella, i 17 ex dirigenti, arbitri e assistenti e i due giornalisti imputati davanti alla sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte per un danno complessivo all'erario di 121 milioni di euro dovuto a Calciopoli. Nel procedimento in corso a Roma, dopo la ricapitolazione dell'atto di accusa e delle memorie gia' presentate dalla difese davanti al collegio presieduto da Mario Ristuccia, Montella ha motivato la richiesta del risarcimento con due tipi di danno erariale: "All'immagine in relazione allo scandalo nel mondo del calcio Calciopoli" e danno da disservizio. Gli imputati sono tutti quelli di Calciopoli che avevano una funzione che poteva essere considerata pubblica (esclusi quindi i dirigenti di club), a parte alcuni come l'ex presidente della Figc, Franco Carraro, o l'assistente Ceniccola che sono stati solo indagati e la cui posizione era stata archiviata gia' piu' di due anni fa.

Gli imputati nel "procedimento di responsabilita'" in corso a Roma sono Fabrizio Babini, Paolo Bergamo, Massimo De Santis, Maria Grazia Fazi, Tullio Lanese, Gennaro Mazzei, Innocenzo Mazzini, Pierluigi Pairetto, Claudio Puglisi e i giornalisti Ignazio Scardina e Ciro Venerato per il primo procedimento e, per il secondo, Stefano Cassara', Marcello Ambrosino, Paolo Bertini, Antonio Dattilo, Marco Gabriele, Gianluca Paparesta, Tiziano Pieri, Salvatore Racalbuto e Stefano Titomanlio: i due procedimenti vengono trattati insieme e l'unica "convenuta" in giudizio e' la Federcalcio, assenti gli altri due enti che secondo Montella avrebbero subito il danno erariale, il ministero per le Politiche giovanili e le Attivita' sportive (che e' stato soppresso) e il Coni. "I comportamenti degli imputati- ha detto Montella nella sua requisitoria- sono stati lesivi dell'immagine dello sport nel nostro Paese, mortificando l'aspetto educativo che allo sport stesso e' riconosciuto dalla legge". Montella ha anche detto che "non ci interessa se questi stessi imputati saranno assolti in sede penale a Napoli", perche' il danno all'immagine ci sarebbe stato comunque. Il danno, ha precisato, e' di 120 milioni di euro per dirigenti e arbitri e un milione di euro per i giornalisti. "Avevamo un vanto internazionale- ha continuato il viceprocuratore- il nostro campionato, che era detto il piu' bello del mondo e il fatto che la palla fosse rotonda era comunque una certezza. I personaggi che sono imputati invece si sentivano con altri che non sono convenibili (imputabili davanti alla Corte dei Conti, ndr), gente come Moggi, Giraudo, Fabiani, allo scopo di fare in modo che la palla fosse un po' meno rotonda. Per lo scandalo Calciopoli io mi vergogno di essere italiano".

Montella ha puntato l'indice in modo particolare su Mazzini, Bergamo e Pairetto, mentre Lanese sarebbe meno responsabile e ancora meno lo sarebbero gli arbitri; per Gianluca Paparesta il viceprocuratore ha chiesto l'assoluzione, in quanto le famose schede sim estere erano in possesso di suo padre Romeo, motivo per il quale l'ex arbitro di Bari e' stato prosciolto in sede penale.

12 gennaio 2009