ROMA - Sì allo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero. L'aula del Senato ha approvato, in prima lettura, il decreto correttivo del dl anticrisi. A favore hanno votato Pdl e Lega, contrari Idv (il senatore Luigi Li Gotti in dissenso ha votato) e Udc. Il Pd, che ha abbandonato l'aula, non ha partecipato alla votazione. Il provvedimento (scade il 3 ottobre), che modifica le norme relative alle competenze del ministro dell'Ambiente sull'energia, quelle sullo scudo fiscale e quelle sulla Corte dei Conti, ora
passa al vaglio della Camera.
In precedenza, l'aula aveva ha approvato l'emendamento delle commissioni riunite (originalmente presentato dal senatore Fleres), che allarga le maglie dello scudo fiscale, garantendo la copertura al reato di falso in bilancio.
Il Partito democratico non ha partecipato alla votazione sull'emendamento, abbandonando l'aula. Il via libera era arrivato con 134 sì, 24 no e un astenuto.
Il sì all'emendamento era già arrivato ieri commissioni Bilancio e Finanze del Senato, dove era stata presentata una nuova versione dell'emendamento Fleres sullo scudo fiscale. Salta il 'salvacondotto' per la sfera penale, ma lo scudo fiscale votato dalla maggioranza offre protezione per una serie di reati tributari tra cui il falso in bilancio. Rispetto al vecchio emendamento, sono esclusi dallo scudo i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (5 agosto 2009). Resta la modifica sui tempi con la possibilità di chiedere il rientro dei capitali entro il 15 dicembre 2009.
FINOCCHIARO: "AMBROSOLI FU UCCISO PER I REATI COPERTI DALLO SCUDO" - Dura la reazione del Pd oggi in aula a Senato. "Questo emendamento e' una vergogna e uno scandalo". Cosi' Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento al dl correttivo al dl anticrisi che allarga le maglie dello scudo fiscale su reati come la frode fiscale e il falso in bilancio. Finocchiaro spiega che questi stessi reati commessi da Sindona furono quelli per i quali, "dopo averli scoperti, Ambrosoli fu ucciso". Ecco, aggiunge, "il governo non ha neanche memoria della storia di questo paese". Questo scudo per Finocchiaro "e' una porcheria che viola principi di equita'". Poi, attacca ancora: "Dite agli italiani che gli prendete soldi dalle tasche, dite che questi capitalisti e criminali che si nascondono voi li premiate, che chi ha violato la legge viene premiato da questo governo".
GASPARRI: "NESSUNA AMNISTIA" - Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ieri aveva ribattutto ai rilievi critici del Pd: l'allargamento dello scudo "non è un'amnistia di tipo penale e sul falso in bilancio non c'è nessun colpo di spugna" perché "i procedimenti in corso restano".
I MAGISTRATI: "BASTA AMNISTIE" - "Preoccupazione per l'ampliamento della sanatoria derivante dal cosiddetto 'scudo fiscale', dopo le modifiche introdotte oggi dal Senato in sede di conversione del decreto-legge 103 del 2009". La esprime l'Associazione nazionale magistrati in una nota. "L'emendamento- scrive ancora l'Anm- esclude infatti la punibilità per tutti i reati fiscali e societari commessi al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all'estero. Anche i delitti di frode fiscale, emissione e utilizzazione di false fatture, falso in bilancio e persino le cosiddette 'frodi carosello', che tanto allarme suscitano in ambito europeo, potranno dunque essere 'sanati' con il pagamento di una somma pari al 5% dell'imposta evasa". Secondo l'Associazione nazionale magistrati, si tratta "di reati oggettivamente gravi, puniti con una pena massima di sei anni di reclusione, per i quali lo Stato rinuncia alla punizione, in tutti i casi e indipendentemente dall'importo non dichiarato".
Il diritto penale, osserva ancora l'Anm, "richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali, nel quale già si sconta una situazione di illegalità diffusa e di difficoltà di accertamento. Garantendo- conclude la nota- l'impunità a chi ha realizzato profitti violando la legge, è serio il rischio di minare la fiducia di chi ha agito nel rispetto delle regole".
23 settembre 2009

Giovedì 2 Settembre 2010 ore 19:16





















