Giovedì 2 Settembre 2010 ore 18:47
Politica
Rutelli rilegge la sconfitta: i dieci motivi per cui abbiamo perso Roma

Francesco Rutelli
Francesco Rutelli
"Riflessioni a mente fredda e a passione calda". Francesco Rutelli condensa le sue considerazioni in otto pagine "preparate in una delle notti trascorse" per spiegare ai tanti simpatizzanti ed esponenti del suo comitato elettorale, riuniti oggi all'hotel Parco dei Principi a Roma, i 10 motivi della sconfitta subita nella corsa verso il Campidoglio.

La sua, spiega il senatore del Pd e neo presidente del Copasir, e' "un'analisi onesta, severa, schietta, non formale e il piu' possibile obiettiva" che "spero sia utile per comprendere cio' che e' accaduto e cio' che e' davanti a noi". Si parte da un presupposto fondamentale: "Non sono pentito di essermi candidato, dopo la dolorosa e severa sconfitta del 28 aprile". Segue un corollario, altrettanto importante: "La candidatura l'ho accettata io, le elezioni le ho perse io e con l'analisi che segue non intendo schivare in alcun modo questa responsabilita'". Anche se, ci tiene a puntualizzare Rutelli, "ho fatto il mio dovere, credo di averlo fatto senza risparmio e senza particolari errori".

I dieci motivi individuati da Rutelli, dunque, sono: la lunghezza del ciclo di governo; la crisi politica del centrosinistra; lo scoramento post-sconfitta; il 'band wagon', ovvero il salto sul carro del vincitore; l'entita' delle scontentezze sparse; la crescita delle insoddisfazioni per il decoro cittadino; il bisogno di un radicale riassetto della 'macchina' comunale; il presso pagato alle aree di sinistra e liaciste; l'anti-politica; la sicurezza.

Rutelli si è soffermato particolarmente sulla "crisi politica del centrosinistra" e in particolare sulla "brusca contraddizione" che "si e' registrata a Roma" tra "l'alleanza nazionale e quella cittadina" e che "e' stata esasperata dalla simultaneita' delle due votazioni". Ovvero: gli elettori non hanno capito la scelta del Partito democratico di correre da solo alle politiche -scelta rivendicata con orgoglio nel corso della campagna elettorale- e di legarsi ad altre forze politiche alle amministrative.

La situazione, osserva Rutelli, "e' divenuta insostenibile, dopo la sconfitta nazionale del Pd e la scomparsa dal Parlamento della Sinistra Arcobaleno, nei dieci giorni della campagna per il ballottaggio nella Capitale".

Per Rutelli, comunque, e' stato "giusto conservare in una citta' come Roma la coalizione abbandonata a livello nazionale e che, io per primo, ponendo la necessita' di 'alleanze di nuovo conio' per il Governo del Paese, ho sostenuto". In conclusione, il parlamentare del Pd ritiene "giusto sottoporre una verifica penetrante e costante la qualita' dei risultati e l'efficacia del lavoro collegiale" all'interno della coalizione di centro-sinistra.

23 maggio 2008